Macchine stampatrici dell’ex tipografia Mozzini in abbandono, l’interrogazione delle minoranze

A 16 mesi dalla mozione che impegnava l'Amministrazione a trovarne una ricollocazione, le macchine sono ancora esposte alle intemperie

Macchine stampatrici dell’ex tipografia Mozzini in abbandono, l’interrogazione delle minoranze
14 Ottobre 2017 ore 09:19

Sono reperti affascinanti di un’altra epoca della stampa, ma restano in stato di abbandono, esposti alle intemperie: le opposizioni chiedono perché.

Macchine stampatrici d’inizio ‘900 della tipografia Mozzini abbandonate, Albino Armanino presenta un’interrogazione

I gruppi di minoranza consiliare sestresi, Futuro Per Sestri, Popolo Per Sestri e Segesta Domani, hanno sottoposto un’interrogazione, a prima firma del consigliere Albino Armanino, sulla mancata collocazione e restauro delle macchine stampatrici dell’ex tipografia Mozzini.

Le minoranze ricordano come, ormai più di un anno fa nel Consiglio Comunale del 16 giugno 2016, si era discussa e approvata la mozione relativa alla collocazione ed al restauro della macchina per stampa, del torchio per la stampa del 1844 e di quattro cassettiere, complete di caratteri, della ex tipografia Mozzini. La mozione impegnava il Sindaco “in accordo con il Commissario liquidatore della Fondazione Mediterraneo a trovare una sistemazione idonea per queste macchine d‘epoca e a avviare un percorso con gli enti competenti per avere indicazioni sulle modalità di conservazione in modo che questi pezzi di storia possano essere messi a disposizione della città e dei giovani, a testimonianza di un passato che non merita di essere dimenticato”.

A 16 mesi di distanza le minoranze rivelano che nulla è ancora stato fatto: la macchina per la stampa dei primi del ‘900 è ancora esposta alle intemperie nel cortile del Convento dell’Annunziata e mancano per giunta all’appello due delle quattro cassettiere. Nell’interrogazione si chiede dunque se e quali passi si siano fatti in questi mesi, così come da impegni presi, e per quale ragione questi affascinanti e preziosi – non solo dal punto di vista storico – macchinari restino in stato di abbandono, rischiando una fine definitiva ed ingloriosa che li potrebbe ormai vedere non più recuperabili.

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