È stata depositata, da vari gruppi consiliari di opposizione, una mozione di sfiducia contro il sindaco di Rapallo Elisabetta Ricci dopo la decisione di Forza Italia di uscire dalla maggioranza in polemica con la revoca dell’assessore comunale al Patrimonio Eugenio Brasey.
I 3 consiglieri comunali di Forza Italia saranno decisivi per l’esito del voto.
Decisivo sarà il voto di 3 consiglieri comunali di Forza Italia. La prima cittadina: “Tutto architettato dall’ex sindaco Carlo Bagnasco”
Il consigliere comunale di opposizione Francesco Angiolani: “Due anni di distanza dai cittadini, due anni di scelte non condivise e un territorio che soffre: oggi diciamo basta. Stamattina, insieme ad altri consiglieri abbiamo protocollato una mozione di sfiducia nei confronti della Sindaca di Rapallo, una scelta nata dalla consapevolezza che l’attuale amministrazione abbia ormai esaurito la sua spinta propulsiva, creando un solco profondo e incolmabile con la comunità locale. L’azione di governo degli ultimi due anni è stata segnata da gravi criticità: gestione del territorio, na visione urbanistica focalizzata sulla cementificazione, con il caso simbolo del Parco Casale, ferita aperta nel cuore verde della città e il mancato ripristino del camminamento tra Trelo e Prelo; mancanza di Ascolto: Un’amministrazione sorda alle istanze delle categorie più fragili, dai giovani in cerca di spazi e futuro, agli anziani spesso dimenticati nelle dinamiche dei servizi cittadini; assenza di tutela: una scarsa attenzione alla salvaguardia ambientale e alla valorizzazione del patrimonio comune a favore di logiche che non rispecchiano il bene pubblico; decoro urbano ai minimi storici: Una città sempre più sporca e trascurata, dove la manutenzione ordinaria sembra diventata un’eccezione e non la regola. Due anni fa mi sono candidato a sindaco sostenuto dal Partito Democratico e dalla lista civica ScegliaAmo Rapallo per offrire un’alternativa vera, basata sulla cura e non sul consumo del territorio, oggi quel progetto è più attuale che mai. Questa mozione non è solo un atto di sfiducia verso chi governa male, ma un atto di fiducia verso i cittadini di Rapallo. Abbiamo il dovere di staccare la spina a un sistema che ha smesso di ascoltare, per dare alla nostra città l’ossigeno necessario per ripartire con slancio e dignità. La parola passa ora al consiglio comunale, dove i consiglieri saranno chiamati a decidere se proseguire con un’amministrazione ormai arroccata o se restituire il futuro nelle mani dei cittadini”.
“Due anni di distanza dai cittadini, due anni di scelte non condivise e un territorio che soffre: oggi diciamo basta – fa sapere il Partito Democratico – l’azione di governo degli ultimi due anni è stata segnata da gravi criticità, abbiamo il dovere di staccare la spina a un sistema che ha smesso di ascoltare, per dare alla nostra città l’ossigeno necessario per ripartire con slancio e dignità”.
Andrea Carannante, capogruppo Libera Rapallo-Unione Popolare: Abbiamo firmato la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco in modo convinto, determinato e coerente con tutto ciò che abbiamo affermato e praticato dal primo giorno del nostro ingresso in consiglio comunale. Siamo entrati nelle istituzioni con un obiettivo chiaro: portare la voce di chi a Rapallo non l’ha mai avuta. Lo abbiamo dichiarato apertamente e lo abbiamo fatto con atti, interventi e prese di posizione nette. In risposta abbiamo trovato un muro di gomma, un’amministrazione chiusa, arrogante, incapace di ascoltare e di mettersi in discussione. Questa giunta ha scelto di governare contro la città, ignorando cittadini, comitati, associazioni, commercianti e frazioni. Lo ha fatto su scelte simbolo come la cementificazione del Parco Casale, lo ha fatto su ogni decisione strategica, trasformando il Comune in un luogo impermeabile al confronto democratico”.
Il sindaco Ricci replica puntando il dito contro l’ex sindaco Carlo Bagnasco: Apprendiamo con stupore del tradimento del gruppo politico di Forza Italia nelle persone dei consiglieri Antonella Aonzo, Franco Parodi e Vittorio Pellerano, condizionati dall’ex sindaco Carlo Bagnasco e dal coordinatore cittadino del partito Giacomo Raffo. Questo comportamento non stupisce. Sin dai primi passi quest’amministrazione non ha avuto collaborazione politica ed istituzionale: i consiglieri di Forza Italia non hanno mai assunto incarichi, per loro volontà, e non sono mai entrati nelle commissioni consiliari, fatto inedito e incomprensibile. Anche la recente posizione, a dir poco ambigua, tenuta nell’approvazione del bilancio ha fatto emergere che il tradimento era già in atto. Oggi Forza Italia cerca spasmodicamente figure dell’opposizione che fino a ieri rappresentavano opposti modi di pensare ed interpretare il bene della città. Evidentemente i motivi vanno ben oltre una logica politica. Quest’amministrazione vuole una città libera da condizionamenti e vuole mantenere un confronto aperto e positivo su tutte le pratiche fondamentali, a cominciare dall’acquisto del complesso degli Emiliani, sulla quale anche la minoranza ha dimostrato senso di responsabilità. Sull’acquisto degli Emiliani, che rappresenta il vero punto di svolta di quest’amministrazione, Forza Italia ha manifestato da sempre dubbi e perplessità. Si condanna il comportamento del consigliere regionale e coordinatore di Forza Italia, Carlo Bagnasco, promotore e architetto per la terza volta di una crisi politico-amministrativa in questa città. Rapallo merita dirigenti politici capaci di unire e non di dividere. Il sindaco ha sempre lavorato libera da condizionamenti e interessi di parte. Forse per questo Forza Italia ha ritenuto di uscire da questa maggioranza”.
Il sindaco Ricci ha sollevato dall’incarico anche l’assessore comunale ai Lavori pubblici Filippo Lasinio, l’ultimo esponente di Forza Italia rimasto in giunta dopo la revoca delle deleghe all’assessore al Patrimonio Brasey, che ieri, martedì 3 febbraio, ha spinto il partito ad abbandonare la maggioranza.
“Oggi si chiude una pagina che non avrei mai voluto voltare così – dice Lasinio – la revoca del mio incarico di assessore non è solo un atto amministrativo: è una ferita personale, profonda, perché arriva al termine di un percorso durato dodici anni, fatto di impegno costante, responsabilità e scelte spesso difficili. Ho messo in questo ruolo tempo, energie, cuore. Ho scelto ogni giorno di servire la comunità con lealtà, anche quando era scomodo, anche quando sarebbe stato più facile voltarsi dall’altra parte. Non tutto è stato perfetto, ma tutto è stato vero. Un ringraziamento speciale e profondo va alla Ripartizione 3 – Lavori Pubblici, al dirigente, ai funzionari, ai tecnici e agli operai che ogni giorno lavorano lontano dai riflettori, con competenza e dedizione, spesso in condizioni difficili. Con loro ho condiviso fatica, responsabilità, scelte complesse e la soddisfazione silenziosa di vedere un’opera prendere forma. È stato un onore lavorare al vostro fianco. Il mio grazie va anche a tutti i dirigenti e i dipendenti del Comune, che con professionalità e senso del dovere tengono in piedi l’istituzione ogni giorno, spesso oltre gli orari, spesso senza riconoscimenti. La macchina amministrativa è fatta di persone, e sono le persone — con il loro lavoro quotidiano — a dare concretezza alle decisioni e dignità al servizio pubblico. Fa male andarsene senza poter completare il lavoro iniziato, fa male il modo, fa male il silenzio che accompagna certe decisioni. Fa male, soprattutto, vedere messo in dubbio il senso più profondo di questo impegno: non è mai stato per un compenso, ma per dedizione totale, spesso sottraendo tempo alla mia famiglia e al mio lavoro. Ma non rinnego nulla: rifarei ogni scelta animata dall’amore per questa città e dal rispetto per le persone che la vivono. Porto via con me la consapevolezza di aver dato tutto ciò che avevo. Dopo dodici anni, il tempo dirà il resto”.