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Orecchia: "Ricorso al Tribunale delle Acque, il Comune fa marcia indietro"

"Cosa diranno gli attuali componenti del Comitato “Giù le mani dal fiume Entella"?" si chiede il consigliere

Orecchia: "Ricorso al Tribunale delle Acque, il Comune fa marcia indietro"
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"Dopo le ultime sconfitte giudiziarie della Giunta Messuti-Segalerba, il Comune di Chiavari fa marcia indietro e, nel totale silenzio, batte in ritirata": a dirlo è il consigliere comunale Nicola Orecchia del gruppo "Chiavari con Te!", in merito alle recenti vicende giudiziarie che hanno riguardato il Comune.

"La Giunta Messuti, infatti, con delibera n. 6 del 11.01.2024, ha rinunciato ad impugnare in Cassazione la sentenza n. 178 del 2023 del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma, che ha accolto il ricorso proposto dalla Città Metropolitana contro il Comune di Chiavari, per l’illegittimo diniego opposto da Palazzo Bianco all’inizio dei lavori di messa in sicurezza degli argini dell’Entella - spiega Orecchia - Ma come? La Giunta Messuti-Serbalerba non diceva di essere l’unica a voler fermare la famigerata diga c.d. Perfigli? Dove è finito l’impegno di “intraprendere tutte le azioni possibili in ogni sede opportuna per dichiarare illegittima e priva di titolo edilizio la realizzazione della Diga Perfigli”, preso da questa Amministrazione nel Consiglio Comunale del 24.02.2023 con l’ordine del giorno, proposto e votato dalla sola maggioranza?".

"Dopo i proclami del duo Messuti-Segalerba, il Comune che fa? “Si costerna, s'indigna, s'impegna, poi getta la spugna con gran dignità”, come direbbe Fabrizio De André, nella nota canzone dedicata a Don Raffaé - prosegue ironico Orecchia - Cosa diranno gli attuali componenti del Comitato “Giù le mani dal fiume Entella” che auspicavano la possibilità di un ricorso contro tale sentenza da parte del Comune di Chiavari considerato “l’ultimo baluardo rimasto ad impedire lo scempio voluto da Regione Liguria e Città Metropolitana”?
Eppure nella delibera si dice che, secondo il legale del Comune, “ci sono argomenti ragionevoli per escludere una responsabilità risarcitoria in capo al Comune di Chiavari con riferimento ad eventuali ritardi nell’esecuzione dell’opera”. E allora perché la Giunta non porta più avanti le proprie ragioni?
Purtroppo il Sindaco si rende conto solo ora di aver portato avanti un’inutile ed illusoria prova di forza che ci ha fatto perdere ulteriore tempo prezioso per la messa in sicurezza del territorio e denaro pubblico (11.500,00 € di spese legali) a carico dei cittadini, che potevano essere impiegati più proficuamente.
Come ho già avuto modo di osservare, infatti, la politica non si fa nelle aule dei tribunali, ma dialogando costruttivamente con le istituzioni competenti (Città Metropolitana e Regione).
Ora mi auguro che il Sindaco Messuti e il Vice Sindaco Metropolitano Segalerba, nel loro rispettivo ruolo, chiedano al più presto alla Regione l’approvazione dell’accordo di programma per la realizzazione delle idonee opere di difesa idrauliche a monte del ponte della Maddalena fino al ponte di Caperana (il lotto. n. 2) e che la cittadinanza attende da troppo tempo. Proprio quel lotto n. 2 che, per la prima volta nel 2013, era stato provvidenzialmente posto dall’Amministrazione Levaggi come condizione all’esecuzione del lotto n. 1 (a valle del ponte della Maddalena) e che nel 2021 l’Amministrazione Di Capua Segalerba in maniera sconsiderata aveva stralciato dall’accordo di programma.
Con delibera n. 1 del 11.01.2024, invece, la Giunta Messuti ha rinunciato a ricorrere in Cassazione contro la sentenza n. 1274/2023 della Corte d’Appello di Genova che ha confermato la condanna in primo grado del Comune di Chiavari al risarcimento dei danni arrecati alla funzionaria della Soprintendenza a causa dell’installazione nel 2018 dell’ormai tristemente noto cartello diffamatorio".

"Sono contento che si siano risparmiate nuove ed inutili spese legali a carico del Comune - conclude Orecchia - anche se avrei preferito che nell’ultimo Consiglio Comunale fosse venuto fuori il nome dell’autore di questo cartello, ma alla mia domanda diretta, il Presidente del Consiglio, Avv. Antonio Segalerba, nel totale imbarazzo, ha fatto scena muta, mentre il Sindaco ha scelto di continuare a coprire il vero responsabile, lasciando così nell’anonimato chi dovrebbe pagare, al posto dei cittadini chiavaresi, i 45.000 € di danni e spese legali".

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