«Ieri sera ho appreso con estremo stupore che il Parco Nazionale di Portofino non si farà, almeno nella forma e nelle dimensioni che si erano immaginate prima della riunione convocata in Regione Liguria»: arriva il commento a caldo sulla ridefinizione dei confini del Parco di Portofino da parte del presidente di Partecip@ttiva Andrea Torchio.
«Un teatrino politico»
«Nella riunione che Regione Liguria ha convocato – spiega Torchio – è andato in scena uno splendido teatrino: il Presidente Toti e l’Assessore Piana hanno dichiarato che la perimetrazione proposta dagli undici Comuni che hanno aderito al costituendo parco non sarebbe gradita al Ministro Cingolani, le uniche scelte possibili sarebbero quella indicata dall’ISPRA o quella ridotta ai tre Comuni di Portofino, Santa Margherita e Camogli.
Il Sindaco Bagnasco, fintamente sorpreso e allibito da questo aut aut, non ha potuto che prenderne atto e, ribaltando il voto del suo stesso Consiglio, dichiarare che Rapallo non entrerà nella nuova perimetrazione.
Povero Bagnasco! Indotto a ritrattare una scelta così importante, direi strategica per l’avvenire del territorio. Chissà che compassione hanno provato gli altri sindaci presenti nel vedere il loro collega messo all’angolo dai compagni di coalizione…
La realtà che sta dietro a questa finzione è che nella riunione di ieri si è perfezionata una delle molteplici condizioni che la Lega ha posto per la sopravvivenza della Giunta Regionale, dopo le ardite mosse del Governatore Toti che dall’elezione del Presidente della Repubblica gioca a fare il Kingmaker della politica nazionale.
Un ricatto politico, legato ad equilibri e giochi di potere che ben poco hanno a che fare con Rapallo e l’appartenenza al parco, siglato davanti al rappresentante territoriale della Lega, il chiavarese Sandro Garibaldi, presente al tavolo senza avere una delega specifica sulla questione, se non quella di notaio dello scambio.
Così è nuovamente Sandro Garibaldi a gioire di una sconfitta per Chiavari, al pari di quando ha ottenuto di far ripetere il Consiglio Comunale perché, uscendo dall’Aula Consiliare come fosse al bar, ha causato la mancanza del numero legale di consiglieri.
Garibaldi non ha mai fatto mistero di essere contrario all’estensione del Parco di Portofino. Lui e la Lega ne fanno una battaglia ideologica: l’apposizione di nuovi possibili vincoli all’attività venatoria all’interno della Collina delle Grazie sono motivazioni prevalenti alla perdita dei fondi, stimabili al milione di euro l’anno, per lo sviluppo e la pulizia del territorio.
I consiglieri di minoranza che la scorsa settimana hanno convocato il Presidente Morchio per essere sentito in Commissioni circa le sue intenzioni sulla gestione della Fondazione Torriglia e che hanno veementemente protestato per l’assenza, erano a conoscenza di questa decisione? Oppure anche loro ne erano all’oscuro al pari del Sindaco Bagnasco?
Certamente Sandro Garibaldi saprà come le sorti della Fondazione Torriglia siano appese a un filo o meglio ad una frana, nel caso dovesse ripetersi un evento come quello avvenuto un paio d’anni fa all’imbocco della galleria lungo l’Aurelia. In quell’occasione fortunatamente la responsabilità fu attribuita ad ANAS, ma nel caso capitasse ancora la Casa di Riposo non sarebbe in grado di sostenere i costi per la ricostruzione.
Oppure è proprio questa la ragione – conclude Torchio – per cui Sandro Garibaldi non vuole i soldi che avrebbe portato in dote il Parco Nazionale di Portofino e che avrebbero definitivamente allontanato l’ipotesi che la Collina delle Grazie sia gestita da una società privata che – guarda caso – proprio durante l’amministrazione Levaggi-Garibaldi ha ottenuto un contratto cinquantennale?».