Linea Condivisa interviene sul percorso per la nascita del Parco nazionale di Portofino, sollevando diverse criticità sulla bozza di decreto. Al centro delle osservazioni, in particolare, il futuro dell’Area Marina Protetta, il mantenimento delle attuali tutele ambientali, le garanzie per il personale e le risorse destinate al nuovo ente. Di seguito il comunicato di Gianni Pastorino e Rossella D’Acqui.
“La nascita del Parco nazionale di Portofino dovrebbe rappresentare un passo avanti nella tutela di un patrimonio ambientale straordinario. Per questo esprimiamo forte insoddisfazione per il percorso portato avanti da Regione Liguria e Governo e per una bozza di decreto che presenta diverse criticità, che non possono essere liquidate con generiche rassicurazioni”, dichiarano Gianni Pastorino, capogruppo in Consiglio regionale della Lista Orlando Presidente e rappresentante di Linea Condivisa, e Rossella D’Acqui, presidente di Linea Condivisa.
“La prima questione riguarda l’Area Marina Protetta di Portofino. Il decreto ne prevede espressamente la soppressione e l’inglobamento nel nuovo Parco nazionale. Non è un semplice passaggio amministrativo. Significa cancellare un soggetto che negli anni ha costruito competenze, esperienza e un patrimonio di relazioni con il mondo scientifico ed economico, a livello nazionale e internazionale, diventando un punto di riferimento nella gestione delle aree marine del Mediterraneo. Questo patrimonio non può essere disperso.
C’è poi un problema fondamentale che riguarda il livello delle tutele del territorio e soprattutto del mare. La bozza stabilisce che le attuali norme di disciplina dell’Area Marina Protetta continueranno ad applicarsi fino all’entrata in vigore del Piano del Parco e del relativo regolamento. Dopo questa fase transitoria, però, il testo non garantisce esplicitamente il mantenimento delle tutele oggi esistenti. Per noi il principio deve essere esattamente l’opposto: un Parco nazionale deve significare più tutela, non aprire interrogativi sulla possibilità di averne meno. Le garanzie ambientali conquistate in questi anni devono rappresentare il punto di partenza del nuovo Parco.
Negli atti non troviamo una garanzia sufficientemente chiara sul futuro delle persone che oggi lavorano per l’AMP. Le rassicurazioni politiche dell’assessore regionale non possono sostituire ciò che dovrebbe essere scritto nero su bianco. Se questa tutela non è stata inserita chiaramente nel percorso concordato tra Regione e Stato, sulla base di cosa dovremmo considerarla garantita?
Servono risposte precise anche sulle risorse economiche. La relazione finanziaria prevede per il nuovo Parco nazionale un finanziamento ordinario di un milione di euro all’anno, reperito attraverso le risorse destinate al sistema dei parchi nazionali. Lo stesso documento ricorda però che oggi l’Area Marina Protetta dispone di risorse proprie per il funzionamento e per il personale. La soppressione dell’AMP non può trasformarsi, direttamente o indirettamente, in un risparmio per lo Stato, facendo venire meno risorse specificamente dedicate alla tutela marina e trasferendo sul nuovo ente costi che fino a oggi avevano una propria copertura.
Un passaggio di questa importanza avrebbe richiesto un confronto vero con le amministrazioni interessate, con la società civile, con le associazioni ambientaliste, con gli operatori e con chi conosce e vive quotidianamente questo territorio. Invece si è scelto un percorso che non ha costruito quella condivisione e che non ha saputo raccogliere neppure i tentativi di mediazione avanzati da ANCI.
L’iter non è ancora concluso. Per questo chiediamo che il tempo ancora disponibile venga utilizzato per correggere queste criticità e soprattutto per trasformare le rassicurazioni in garanzie chiare e scritte negli atti.
La nostra posizione è chiara: sì al Parco nazionale di Portofino, ma non a qualsiasi condizione. Vogliamo un Parco che rafforzi le tutele ambientali, valorizzi e non disperda l’esperienza dell’Area Marina Protetta, garantisca il personale e le risorse necessarie e mantenga il patrimonio di competenze e relazioni costruito in tanti anni.
Un Parco nazionale deve nascere come un investimento sul futuro del territorio e del suo mare. Non come un arretramento rispetto a ciò che Portofino è già riuscita a costruire”, concludono Pastorino e D’Acqui.