Promozione della vendita di prodotti sfusi, l’ok dal consiglio regionale

La legge si pone come fine la riduzione di produzione di rifiuti

Promozione della vendita di prodotti sfusi, l’ok dal consiglio regionale
Chiavari - Lavagna, 29 Gennaio 2020 ore 12:48

E’ stata approvata in consiglio regionale, e votata ad unanimità, la proposta di legge 233 per la promozione di attività commerciali di vendita di prodotti sfusi e alla spina.

La legge

“Con questa legge affrontiamo la sempre più delicata questione ambientale, riducendo la produzione di imballaggi e contenitori monouso, ed estendiamo le opportunità di diversificazione dell’offerta commerciale dei negozi di vicinato, presidio sociale del territorio, nell’ottica di un consumo responsabile e sostenibile. Prossimamente verrà predisposto un bando per agevolare questa tipologia di esercizi commerciali” afferma l’assessore allo Sviluppo economico e al Commercio Andrea Benveduti.

 

Il testo si pone come fine la riduzione di produzione di rifiuti e riguarda la regolamentazione della concessione di contributi regionali a fondo perduto per l’apertura di nuove attività commerciali di vendita di prodotti sfusi e alla spina o per la realizzazione di punti vendita di prodotti sfusi e alla spina in esercizi commerciali già esistenti. Il provvedimento demanda alla giunta, previo parere della commissione competente, la stesura di un programma riguardante le modalità di attuazione degli interventi e delle relative iniziative; istituisce il Registro delle attività commerciali di vendita di prodotti alla spina della Regione e demanda ad una delibera della giunta la definizione dei requisiti dei negozi, le condizioni per la concessione, la liquidazione e la revoca dei contributi, i controlli, e le campagne di informazione e sensibilizzazione per promuovere la diffusione dei negozi alla spina.

“Abbiamo aderito volentieri allo spunto del consigliere Tosi, primo firmatario della Pdl – aggiunge Benveduti -. Così facendo Regione Liguria si dota di uno strumento utile all’idea di entroterra diffuso e sostenibile, che andiamo da tempo annunciando e che grazie a questo intervento agevolerà il consumo delle nostre eccellenze del comparto agroalimentare, e quindi a km 0. Il nostro obiettivo dev’essere quello perseguire un ecosistema sempre più favorevole a chi fa impresa e, anche grazie a provvedimenti come questo, crediamo di migliorare la qualità dei prodotti dei nostri negozi di vicinato.

Il bene pubblico non ha colori politici e credo che questa iniziativa, presa a carico dai miei uffici e che personalmente ringrazio, costituisca elemento qualificante della nostra azione pubblica” conclude Benveduti.

La proposta di legge, infine, prevede che, sempre la giunta predisponga annualmente per l’Assemblea legislativa una relazione sullo stato di attuazione della legge e i risultati degli interventi effettuati.

Fabio Tosi, primo firmatario della proposta di legge, ha commentato:

“Gli imballaggi sono, di norma, usa e getta e finiscono per aumentare la quota rifiuti prodotti dagli utenti”. Secondo Tosi “è necessario non solo incrementare la quantità di imballaggi riciclabili e riciclati o recuperati ma puntare sulla riduzione a monte della produzione di rifiuti. Quindi ogni azione che possa ridurre la presenza di imballaggi deve essere stimolata dalle legislazioni nazionali e regionali. In tal senso si muove la diffusione di negozi e punti vendita di prodotti sfusi o alla spina cioè messi in vendita senza imballaggi primari e secondari: l’acquirente può prendere la giusta quantità di prodotto da dispenser o spillatrici e i prodotti venduti sfusi o alla spina di solito sono più economici rispetto ai prodotti confezionati perché il consumatore acquista esclusivamente la materia prima senza dover pagare per la confezione, la cui realizzazione può incidere anche del 10% sul prezzo finale. Una famiglia italiana può risparmiare fino a 700 euro all’anno scegliendo i prodotti alla spina in sostituzione di quelli confezionati. I vantaggi economici riguardano anche le aziende produttrici, distributrici o di vendita al dettaglio, che risparmieranno sui trasporti, sui costi di smaltimento dei rifiuti e per la produzione di imballaggi”.

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