Prosegue a Sestri Levante la polemica sul Raduno nazionale degli Autieri. Dopo la replica del sindaco Francesco Solinas alle critiche sollevate dall’ANPI, la sezione cittadina dell’associazione interviene nuovamente contestando le dichiarazioni del primo cittadino e ribadendo la propria contrarietà alla manifestazione. Al centro della presa di posizione, la connotazione militare dell’evento, la scelta di ospitarlo a Sestri Levante e la richiesta di aprire un confronto con l’Amministrazione sul messaggio che si intende trasmettere alla città.
“La pace non è uno steccato ideologico
Ci sorprende la rapidità con cui il Sindaco Francesco Solinas ha risposto pubblicamente al nostro comunicato. Avremmo apprezzato la stessa sollecitudine nel rispondere alla lettera inviata in precedenza al Sindaco e alla Giunta comunale, rimasta senza riscontro.
Il richiamo all’articolo 52 della Costituzione non risponde alle questioni sollevate. ANPI non ha mai equiparato le Forze Armate della Repubblica a quelle del regime fascista, né ne ha messo in discussione la legittimità democratica.
Abbiamo posto domande precise: perché scegliere Sestri Levante per una manifestazione priva di un chiaro legame con il territorio? Perché promuovere, in questo momento storico, un evento dalla forte connotazione militare? Quale messaggio si vuole trasmettere, soprattutto alle giovani generazioni?
La presenza di conferenze, mostre e concerti non modifica l’impostazione complessiva di un programma caratterizzato da gonfaloni, uniformi, mezzi, cerimonie e simboli militari, oltre che dall’inaugurazione di un monumento agli Autieri.
Anche su questo punto le nostre parole sono state fraintese. Non abbiamo chiesto di cancellare la memoria dei militari. Abbiamo proposto che un eventuale luogo pubblico della memoria ricordi coloro che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di restare al fianco delle gerarchie fasciste e scelsero di combattere il nazifascismo, insieme agli Internati Militari Italiani deportati per non aver aderito alla Repubblica Sociale Italiana.
Se l’Amministrazione ritiene opportuno riempire Sestri Levante di gonfaloni, uniformi e cerimonie militari, si tratta di una precisa scelta politica della quale deve assumersi la responsabilità. Non può però presentarla come una scelta rappresentativa dell’intera città.
Ogni 25 Aprile tante cittadine e tanti cittadini riempiono le strade e le piazze di Sestri Levante per ricordare la Liberazione e riaffermare i valori dell’antifascismo, della pace, della libertà e della democrazia. Quella partecipazione non è un semplice rito, ma esprime l’identità e la sensibilità di una parte importante della nostra comunità. Valori che, a nostro giudizio, non sono coerenti con la scelta dell’Amministrazione Solinas di sostenere, contribuire all’organizzazione e promuovere una manifestazione così marcatamente militare.
Non è ANPI a costruire steccati ideologici. Esprimere una posizione diversa, chiedere chiarimenti e criticare una decisione dell’Amministrazione significa partecipare alla vita democratica della città. Crea divisioni chi attribuisce parole e intenzioni che non abbiamo mai espresso.
Ribadiamo pertanto la nostra richiesta: l’Amministrazione riveda la scelta di ospitare a Sestri Levante una manifestazione con questa connotazione e apra un confronto vero sul messaggio che la città vuole trasmettere. Sestri Levante deve continuare a essere una città di pace, capace di mantenere vivi i valori della Resistenza, della Costituzione e del ripudio della guerra”.