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Rapallo, permesso di costruire negato in via San Pietro: Carannante interroga la Giunta

Il capogruppo di Libera Rapallo – Unione Popolare chiede chiarimenti sulle presunte contraddizioni nell'operato degli uffici comunali e sui possibili rischi di contenzioso per l'Ente

Rapallo, permesso di costruire negato in via San Pietro: Carannante interroga la Giunta
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Il diniego alla proroga del permesso di costruire per la realizzazione di una media struttura di vendita alimentare in via San Pietro 43 finisce al centro di un’interrogazione consiliare presentata da Andrea Carannante, capogruppo di Libera Rapallo – Unione Popolare. Il consigliere chiede chiarimenti al sindaco e alla Giunta sulle presunte contraddizioni nell’operato degli uffici comunali, che avrebbero continuato a esaminare la pratica e a richiedere integrazioni progettuali fino al 2025, pur considerando il titolo edilizio scaduto nel giugno 2022. Carannante solleva inoltre dubbi sul mancato riconoscimento della sospensione legata alle operazioni di bonifica ambientale e richiama il rischio di contenziosi e possibili conseguenze economiche per l’Ente, chiedendo di valutare un riesame del provvedimento.

Al Presidente del Consiglio Comunale di Rapallo

Al Sindaco

OGGETTO: Interrogazione in merito al diniego di proroga del termine di fine lavori per il Permesso di Costruire n. 4283/2016 (Società Arimondo S.r.l.) e ai profili di contraddittorietà dell’azione amministrativa dell’Ente.

PREMESSO CHE

• La Società Arimondo S.r.l. è titolare del Permesso di Costruire n. 4283/2016 (originariamente rilasciato alla Rinaldi Petroli S.r.l. e poi volturato) relativo al compendio immobiliare sito in Rapallo, via San Pietro 43, finalizzato alla realizzazione di una media struttura di vendita alimentare;

• In data 10 giugno 2026, il Dirigente del Settore 6 – Gestione del Territorio del Comune di Rapallo ha adottato il provvedimento prot. n. 31361, recante il diniego di proroga del termine di ultimazione dei lavori richiesto dalla società ai sensi dell’art. 15 del DPR 380/2001 e dell’art. 10-septies del D.L. 21/2022;

• L’Amministrazione Comunale ha motivato tale ripulsa sostenendo che il titolo edilizio fosse ormai “definitivamente spirato in data 30/6/2022”, non riconoscendo l’effetto sospensivo delle prolungate operazioni di bonifica ambientale né il valore delle comunicazioni intercorse.

RILEVATO CHE

• Dal cronoprogramma della vicenda emerge una palese e documentata contraddittorietà del comportamento degli uffici comunali, i quali hanno continuato a interloquire con il privato e a istruire le varianti progettuali per anni ben oltre la presunta data di scadenza del 2022. In particolare:

• In data 21/10/2021, lo stesso Comune di Rapallo aveva formalmente riconosciuto la sospensione dell’efficacia del titolo edilizio per tutta la durata delle necessarie operazioni di bonifica del sito (operazioni conclusesi solo a gennaio 2025);

• In data 16/02/2023 (ossia otto mesi dopo la presunta decadenza), il Comune ha comunicato il parere favorevole espresso dalla Commissione Edilizia sulla variante al progetto;

• Fino al 1° settembre 2025, la Civica Amministrazione ha continuato a richiedere al privato integrazioni e adeguamenti degli elaborati grafici relativi alla medesima pratica.

CONSIDERATO CHE

• La giurisprudenza amministrativa consolidata (da ultimo, Consiglio di Stato n. 8671/2024) stabilisce che la decadenza del permesso di costruire necessita sempre di un provvedimento formale e espresso di carattere dichiarativo, finalizzato a garantire il contraddittorio con il privato, provvedimento mai adottato dal Comune di Rapallo prima del diniego del 2026;

• Il comportamento tenuto dall’Ente rischia di violare i principi fondamentali di buona fede, correttezza, leale collaborazione e tutela del legittimo affidamento del cittadino e delle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.;

• Tale condotta espone il Comune di Rapallo al rischio concreto di pesanti contenziosi giudiziari (come il ricorso straordinario al Presidente del Consiglio di Stato già avviato dalla società) con potenziale danno erariale e d’immagine per l’Amministrazione.

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO, IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE COMUNALE INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA PER SAPERE:

1. Quali siano le motivazioni tecnico-giuridiche che hanno indotto il Settore 6 a smentire totalmente quanto formalizzato nella propria nota del 21/10/2021, disconoscendo l’effetto sospensivo della bonifica ambientale che l’Ente stesso aveva precedentemente avallato;

2. Come si giustifichi, sotto il profilo della coerenza dell’azione amministrativa, l’aver sottoposto la pratica al vaglio della Commissione Edilizia nel 2022 e l’aver richiesto integrazioni progettuali fino a settembre 2025, se gli uffici ritenevano il titolo già “definitivamente spirato” nel giugno del 2022;

3. Se l’Amministrazione, alla luce dei fatti evidenziati e dei rischi di soccombenza in sede di giudizio amministrativo, non ritenga opportuno procedere in autotutela alla revoca o all’annullamento del diniego prot. n. 31361/2026, avviando un tavolo di confronto con la società per sanare la situazione nel rispetto della legalità e della leale collaborazione.

Rapallo, 2 novembre 2026

Andrea Carannante

Capogruppo Libera Rapallo – Unione Popolare