Fa discutere la presentazione del libro di Francesca Totolo “Le vite delle donne contano. Lola, Pamela e Desirée: quando l’immigrazione uccide” in programma sabato 7 novembre a Rapallo. Ad intervenire con una presa di posizione congiunta sono il PD Tigullio, la Conferenza Donne Democratiche di Genova e i Giovani Democratici del Tigullio che criticano l’impostazione dell’iniziativa, accusandola di strumentalizzare la violenza sulle donne per alimentare una narrazione contraria all’immigrazione.
“In democrazia ognuno è libero di presentare libri e di esprimere le proprie idee, e noi difenderemo sempre questo diritto. Ma la libertà di parola vale anche per chi vuole criticare nel merito. Per questo, di fronte alla presentazione del libro di Francesca Totolo, “Le vite delle donne contano. Lola, Pamela e Desirée: quando l’immigrazione uccide”, prevista per sabato 7 novembre a Rapallo, diciamo con chiarezza che non potremmo essere più lontani dalla visione di società che questa iniziativa propone.
Lola, Pamela e Desirée sono state vittime di crimini atroci, e il dolore delle loro famiglie merita rispetto e giustizia. Proprio per questo rifiutiamo che le loro storie vengano trasformate in uno strumento per demonizzare un intero gruppo di persone. La violenza ha responsabilità individuali, che vanno accertate e punite con severità. Attribuirla a un’intera categoria, quella “dell’immigrazione”, è un ragionamento che non regge, né sul piano logico né su quello dei dati.
I dati, infatti, raccontano altro. La violenza contro le donne, e il femminicidio in particolare, si consuma in larghissima parte tra le mura domestiche, per mano di partner, ex partner e familiari. Il problema ha radici culturali profonde, legate al possesso, al controllo e alla disparità di potere, e riguarda tutta la società. Far credere che il pericolo arrivi “da fuori” significa guardare dall’altra parte proprio quando c’è più bisogno di intervenire.
C’è poi una contraddizione di fondo. Chi dice che le vite delle donne contano dovrebbe battersi per i centri antiviolenza, per l’educazione affettiva e al rispetto nelle scuole, per l’indipendenza economica delle donne, per una scuola e un welfare che prevengano. Troppo spesso, invece, chi usa la violenza sulle donne come argomento contro i migranti si dimentica di queste battaglie, e le donne tornano a contare solo quando serve a costruire un nemico.
Il nostro territorio, il Tigullio, vive ogni giorno dell’impegno di tante persone di origine straniera che lavorano, assistono i nostri anziani, aprono attività e crescono i loro figli accanto ai nostri. Una comunità si protegge con la sicurezza e la giustizia, ma anche con l’integrazione, il lavoro e l’inclusione, non con la paura e la divisione.
Alla narrazione dello scontro opponiamo quella di una società aperta, che condanna ogni violenza ovunque nasca e che non lascia nessuna donna sola.
Antonio Bertani – Segretario PD Tigullio
Sofia Di Patrizi- Portavoce Conferenza Donne Democratiche Genova
Tommaso Benso – Segretario GD Tigullio
La posizione dell’Onorevole Valentina Ghio, deputata PD:
“Il titolo dell’iniziativa in programma a Rapallo sabato 7 novembre, ‘Le vite delle donne contano. Lola, Pamela e Desirée: quando l’immigrazione uccide’, propone una lettura parziale ed estremamente fuorviante di un fenomeno drammatico e strutturale come la violenza maschile contro le donne. I dati Istat pubblicati proprio ieri sono chiari: nel 2024 nove femminicidi su dieci sono stati commessi da persone conosciute dalla vittima, come partner attuali o precedenti, familiari, amici o colleghi. Dobbiamo affrontare questo fenomeno nella sua complessità, senza utilizzare singole storie tragiche per distogliere l’attenzione dalle sue radici profonde. La violenza maschile affonda nella cultura del possesso, nella negazione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne, negli stereotipi e nei rapporti di potere diseguali. Riconoscere questa realtà è indispensabile per costruire risposte efficaci, senza negare la gravità dei singoli delitti e le responsabilità individuali di chi li commette”, dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e componente commissione Femminicidio.“Se vogliamo davvero che le vite delle donne contino, dobbiamo investire molto di più nella prevenzione e nell’educazione. Serve introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado, promuovere il riconoscimento del consenso e il rispetto reciproco. Su questi temi negli ultimi anni non sono stati fatti passi avanti sufficienti e l’Italia resta in ritardo rispetto a molti Paesi europei, come evidenzia anche la recente relazione di diritto comparato approvata all’unanimità dalla Commissione parlamentare sul femminicidio. Occorre inoltre rafforzare il sostegno concreto ai centri antiviolenza e garantire maggiore protezione alle donne che stanno uscendo da situazioni di violenza. Le vite delle donne contano sempre: non possono diventare uno strumento per alimentare paura e contrapposizioni, ma devono essere al centro di un impegno concreto per prevenire ogni forma di violenza e garantire a tutte il diritto di vivere libere, sicure e autodeterminate”, conclude Ghio.