Rapallo

Rapallo, spiaggia chiusa da due anni

De Benedetti protesta: "L’amministrazione ha trasformato i sogni in incubi"

Rapallo, spiaggia chiusa da due anni
Rapallo - Santa Margherita, 04 Settembre 2020 ore 08:44

“L’inerzia dell’amministrazione riesce a trasformare i sogni in incubi”.

Così la portavoce del Movimento 5 Stelle Isabella De Benedetti torna a sollecitare la riapertura al pubblico della spiaggia libera del Castello dei Sogni:

“Sono trascorsi due anni da quando la catastrofica mareggiata si è abbattuta su Rapallo – prosegue – In quella occasione la scala di accesso alla spiaggia è stata danneggiata e quindi chiusa. Oggi, malgrado l’emergenza covid imponga di mettere a disposizione dei residenti e dei turisti ogni metro quadro di arenile, la scala è sempre sbarrata e l’accesso alla spiaggio interdetto”.

Una sollecitazione che fa seguito a quanto De Benedetti aveva già lamentato in Consiglio comunale a inizio luglio. Ora De Benedetti scrive direttamente al dirigente dell’ufficio marittimo comunale Rodolfo Orgiu per sollecitare provvedimenti:

“La condizione della spiaggia non mi sembra così pericolosa da vietarne l’accesso, tanto è vero che in questi giorni è comunque frequentata dal mare”.

Ma il nodo cruciale, infatti, è la scala: “ricade su suolo demaniale o è proprietà privata?”. In ogni caso l’interdizione al pubblico risulta inconcepibile:

“Sono passati due anni e il ripristino della scala è un’opera troppo banale e di poca spesa per non essere affrontata in questo lasso di tempo”.

De Benedetti affronta poi un ulteriore tema: quello dei posti auto riservati ai disabili. In un’interpellanza presentata il 13 agosto scorso, la portavoce pentastellata chiede i motivi per cui, “malgrado nel piano programmatico di questa amministrazione vi era la realizzazione di nuovi parcheggi, la disponibilità in Città delle aree di sosta per le auto sia stata diminuita». Ebbene sì, era una delle promesse elettorali del primo mandato Bagnasco che assicurava agli elettori 100 nuovi parcheggi in 100 giorni. Parcheggi che nessuno ha mai visto e che ora risultano sacrificati anche per le fasce più deboli: «Risulta, ad esempio in piazza IV Novembre, la soppressione di aree di parcheggio riservate ai disabili senza aver reperito nelle immediate vicinanze alcuna alternativa – rimarca De benedetti – Si ricorda che il DM 236/1989 ai punti 8.2.3. impone che ogni 50 parcheggi o frazioni uno deve essere riservato alle persone con disabilità. Invitiamo l’Amministrazione al rispetto delle norma”.

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