A seguito dell’articolo pubblicato nel nostro numero de Il Nuovo Levante di giovedì 15 gennaio e all’interrogazione presentata dal consigliere comunale Andrea Carannante in merito alla mancata realizzazione della manifestazione Rea Palus Race 2026, il Sindaco di Rapallo, Elisabetta Ricci, ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti:
“Nel mese di luglio 2025 l’ufficio comunale competente ha incontrato l’organizzatore dell’evento, Andrea Molinari.
In tale occasione, pur non essendo ancora definite nel dettaglio le risorse di bilancio destinate al capitolo sport, è stato chiaramente rappresentato all’interessato che il contributo comunale per la Rea Palus Race 2026 sarebbe stato significativamente aumentato rispetto alle edizioni precedenti, passando da 13.000 a 20.000 euro, oltre a garantire adeguato supporto sul piano della comunicazione e della promozione dell’evento.
Definire tali risorse come “simbolica partecipazione economica da parte del Comune” non corrisponde quindi alla realtà dei fatti. Al contrario si era cercato con tale proposta di valorizzare ulteriormente la manifestazione in questione.
Malgrado il significativo sforzo da parte dell’Amministrazione, l’organizzatore non ha ritenuto sufficiente il contributo proposto, scegliendo legittimamente di propria volontà di interrompere la pluriennale esperienza, spostandosi altrove”.“E’ inoltre opportuno precisare che, pur portando il nome della nostra città, la manifestazione nel corso degli anni si è svolta anche in altre località, assumendo un carattere non esclusivamente cittadino, con una rilevante presenza di sponsor privati e un’impostazione di tipo commerciale.
Ciò rende evidente che non si tratta di un evento riconducibile unicamente all’Amministrazione Comunale o finanziato esclusivamente con risorse pubbliche locali”.“L’Amministrazione Comunale ha sempre riconosciuto il valore dell’iniziativa sotto il profilo sportivo e turistico e continuerà a sostenere eventi di qualità, nel rispetto delle procedure, della trasparenza e dell’equilibrio delle risorse pubbliche.
Il confronto pubblico è legittimo e auspicabile, ma deve avvenire sulla base di dati corretti, oggettivi e verificabili, nell’interesse della comunità e nel rispetto dei ruoli istituzionali”.