Regione e Trenitalia: nuovi treni sì, nuovi treni no

Liguria e nuovo contratto con Trenitalia: il Movimento vorrebbe investimenti diversi, il Pd accusa il metodo di quelli previsti, ma per Berrino «sono state gettate le basi per un servizio moderno»

Regione e Trenitalia: nuovi treni sì, nuovi treni no
19 Ottobre 2017 ore 09:05

Botta e risposta in questi giorni dentro e fuori dal Consiglio Regionale, fra Pd e 5Stelle contro la maggioranza di Forza Italia: oggetto del contendere gli investimenti sui nuovi treni ed il contratto di servizio quindicennale che entrerà in vigore nel 2018.

«Paghiamo noi e la proprietà diventa dei privati», l’accusa del Pd

«La Regione non coglie appieno la grandi opportunità offerte dal Governo sull’acquisto di nuovi treni e resta in una posizione di debolezza nei confronti di Trenitalia, perché scarica sull’azienda i costi del rinnovo del materiale rotabile». A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Giovanni Lunardon.

«Abbiamo presentato un’interrogazione – spiegano i due esponenti del Partito Democratico – per chiedere all’assessore Berrino cosa intenda fare la Regione Liguria di fronte a due stanziamenti importanti e senza precedenti nel recente passato per il rinnovo del materiale rotabile. Parliamo del piano nazionale deliberato dal Cipe (800 milioni di euro, di cui 7 per la Liguria) e del fondo stanziato ad agosto dal Ministero dei Trasporti (640 milioni di euro, di cui 32 per la nostra regione). Si tratta di due piani pluriennali per l’acquisto di nuovi treni, che però prevedono un cofinanziamento del 40% da parte della Regione. In sostanza l’investimento minimo totale sarebbe di 64 milioni di euro di cui 40 di fondi statali e 24 di fondi regionali, che consentirebbe l’acquisto di 8-10 convogli».

Ma se Berrino ha dichiarato in aula di aver già risposto al primo bando e di essere intenzionato a rispondere anche al secondo, continuano Paita e Lunardon «il problema è da dove la Regione intenda reperire i finanziamenti per il suo 40%. L’assessore ha detto di volerli prendere dal contratto di servizio di Trenitalia e quindi è intenzionato a far pagare i convogli all’azienda, senza investire fondi propri. In questo modo i nuovi treni cofinanziati dallo Stato per il 60% diventeranno di proprietà di Trenitalia e la Regione non solo avrà un minore potere contrattuale con l’azienda con cui sta firmando un contratto di 15 anni, ma toglierà anche risorse a quello stesso contratto, e quindi potrà investire meno sul servizio. Eppure Toti – concludono Paita e Lunardon – aveva detto, appena insediato, che avrebbe comprato, con le risorse europee Fsc, nuovi treni; invece la Giunta usa i fondi statali e chiede il resto a Trenitalia, senza metterci neppure un euro».

Berrino: «393 milioni di investimenti col nuovo contratto di servizio, 45 nuovi treni»

«Abbiamo ereditato dalla precedente giunta regionale un parco treni circolante in Liguria di 23 anni di media e situazioni di caos totale come nelle Cinque Terre. In due anni di lavoro e di costante condivisione con associazioni e comitati di pendolari del territorio, un confronto serrato e costruttivo con Trenitalia e Rfi abbiamo gettato finalmente le basi per un servizio ferroviario moderno e che va incontro alle istanze di pendolari e turisti, a partire dall’introduzione dell’orario cadenzato». Dichiara così invece l’assessore regionale ai trasporti Gianni Berrino, al termine della commissione consiliare di ieri.

Con buona pace dei comitati pendolari che sono, principalmente proprio nel Levante, sul piede di guerra per l’appunto dall’introduzione di quell’orario cadenzato che pur, va detto, ha visto ridurre le problematiche, i “buchi” ed i tempi di percorrenza attraverso progressivi adattamenti.

«Grazie alle condizioni raggiunte – continua Berrino – nel protocollo d’intesa per il nuovo contratto di servizio di Trenitalia di 15 anni, che entrerà in vigore dal 2018, ci sono 393 milioni di euro di investimenti in materiale rotabile. Saranno infatti acquistati 45 nuovi treni che, a partire dall’anno prossimo entreranno in circolazione in Liguria e nel 2023 l’età media dei treni liguri si abbasserà di 17 anni».

I consiglieri del Movimento 5 Stelle in commissione si erano espressi criticamente: «La Liguria va sempre più verso un contratto di servizio su ferro con Trenitalia eterno (fino al 2032!) e totalmente incentrato sul rinnovo del parco mezzi», sostiene il consigliere Marco De Ferrari, secondo cui quella di Berrino è «una strada che trascura i reali problemi del territorio e non viene incontro alle reali esigenze dei pendolari, sbandierate a gran voce da tutti i comitati e le associazioni che si sono succedute in audizione. Il servizio va potenziato su tutte le linee, con particolare attenzione alle aree entroterra dimenticate e ai servizi notturni. Bisogna poi rivedere l’orario cadenzato laddove non funziona o non garantisce le necessarie coperture».

Al Movimento, in calce a quanto espresso sopra, Berrino risponde senza mezzi termini: «Le farneticazioni dei consiglieri dei Cinque Stelle sono del tutto campate in aria: ancora una volta dimostrano di non conoscere i fatti nel merito e di essere solo capaci di ululare alla luna».

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