Il gruppo consiliare “Progresso per Sestri” chiede le dimissioni immediate dell’assessora all’Istruzione e alla Cultura Maura Caleffi. Non è una richiesta motivata da un singolo episodio: è la risposta doverosa a una serie di fallimenti gravi, documentati e reiterati, che stanno danneggiando la scuola pubblica, il patrimonio culturale e la dignità istituzionale di Sestri Levante.
L’attacco al plesso di San Bartolomeo è la goccia che fa traboccare il vaso. In Consiglio Comunale il 19 marzo scorso – seduta il cui ordine del giorno non prevedeva il tema scuole – l’assessora Caleffi ha preso la parola con un intervento preconfezionato, dichiarandosi esplicitamente rivolta a chi, a suo dire, non comprende il funzionamento della scuola pubblica. Con questa premessa ha affrontato il caso del plesso San Giovanni Bosco di San Bartolomeo della Ginestra, descrivendo pubblicamente la gestione didattica di un bambino con disabilità sulla base – come lei stessa ha ammesso – di informazioni apprese informalmente, senza aver visitato la scuola di persona.
Risulta al nostro gruppo consiliare che l’intero corpo docente di San Bartolomeo ha inviato una lettera dai contenuti durissimi all’Amministrazione Comunale, stigmatizzando le dichiarazioni dell’assessora come inopportune, inaccettabili e prive di qualsiasi fondamento professionale. Ciò che emerge è la fotografia di un’Assessora alla pubblica istruzione che non conosce le scuole di cui parla, non le visita, non le studia, e si arroga il diritto di giudicarle davanti alla cittadinanza sulla base di voci di corridoio. Un atto di irresponsabilità istituzionale inaccettabile, che coinvolge anche la dignità di una famiglia e di tutti gli operatori che vi collaborano quotidianamente. Saremmo grati a questa Amministrazione che non si permettesse più di portare nei dibattiti pubblici casi di fragilità familiari e ancor più di bambini, a maggior ragione senza esserne mai stati testimoni.
Ma il 19 marzo non è un episodio isolato: è l’epilogo di mesi di gestione scolastica caotica. Nel novembre 2025, l’assessora Caleffi e il sindaco Solinas avevano presentato un piano di riorganizzazione che prevede la chiusura progressiva di cinque degli undici plessi cittadini, senza aver aperto alcun confronto con famiglie, insegnanti o comunità. La conseguenza fu immediata e irreversibile: quella comunicazione spinse molte famiglie a iscrivere i propri figli in altri plessi o in istituti di altri Comuni. È quella fuga di iscrizioni – causata dalle dichiarazioni dell’amministrazione stessa – ad aver reso matematicamente inevitabile la chiusura di alcuni plessi.
Il 27 febbraio 2026, quando l’opposizione ha portato la questione in aula, la maggioranza ha dichiarato la mozione non urgente, rifiutandosi di rispondere anche ai genitori presenti. Un consigliere di maggioranza ha persino chiamato i carabinieri per silenziare i genitori seduti nella stanza accanto, in attesa di risposte. Un episodio che non ha precedenti nella storia democratica di questa città. Poi, alla prima seduta utile, la stessa maggioranza è tornata sull’argomento con interventi preconfezionati – questa volta senza che il tema fosse all’ordine del giorno – con il risultato di riaccendere ulteriori polemiche. Gli incresciosi interventi dei consiglieri leghisti Armanino e Smeraldi hanno travolto anche i rapporti istituzionali con il Comune confinante di Casarza Ligure, suscitando le comprensibili proteste del sindaco Stagnaro.
Non vanno dimenticati inoltre i grandi “successi” dell’assessora realizzati nell’ultimo anno. Nell’estate scorsa – già in ritardo di mesi – il Comune ha bandito una procedura per la nomina del Direttore del MUSEL, figura obbligatoria per legge ai sensi del Codice dei Beni Culturali e condizione necessaria per la regolare apertura del museo. Il bando ha presentato anomalie così evidenti da spingere la Confederazione Italiana Archeologi a inviare una lettera formale di rilievi al Comune. La stessa Giunta fu costretta ad ammettere le criticità della procedura e a bandire un nuovo concorso, conclusosi pochi giorni fa. Un museo di valenza regionale lasciato senza guida per quasi un anno per l’incapacità gestionale di chi avrebbe dovuto tutelarlo. Tutto questo sotto la supervisione dell’assessora Caleffi.
E come dimenticare che nel giugno scorso è arrivata un’ulteriore notizia pesante: l’Andersen Festival – una delle manifestazioni più identitarie di Sestri Levante – ha perso l’accesso ai finanziamenti del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), posizionandosi al penultimo posto su 58 domande ammesse al bando ministeriale. Il giudizio del Ministero della Cultura è stato inequivocabile: qualità artistica insufficiente. Il risultato tra l’altro è stato sotto gli occhi di tutti: spettacoli ridotti di cui molti a pagamento, le piazze che un tempo ospitavano famiglie e bambini sono rimaste vuote. Un festival che era un simbolo della città è stato umiliato nella sua vocazione più profonda, e di questo l’assessora alla Cultura porta una responsabilità diretta.
La misura è colma. MUSEL senza Direttore per mesi, Andersen Festival senza fondi ministeriali, plessi scolastici sacrificati per una comunicazione approssimativa, e ora un’offesa pubblica alle maestre di San Bartolomeo che non avrebbe mai dovuto essere pronunciata in un’aula istituzionale. Quattro capitoli di una stessa storia: un’assessora che non è all’altezza del ruolo che ricopre. Il gruppo consiliare “Progresso per Sestri” chiede formalmente e pubblicamente le dimissioni immediate dell’assessora Maura Caleffi. Lo chiediamo per rispetto delle famiglie di Sestri Levante, per rispetto delle insegnanti che ogni giorno fanno il proprio lavoro con serietà, per rispetto degli operatori culturali che credono in questa città. E lo chiediamo prima che ulteriori danni si sommino a quelli già subiti.