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Scuole di Sestri Levante, no all’emendamento Pd contro la soppressione dei codici meccanografici

Il consiglio regionale ha respinto 

Scuole di Sestri Levante, no all’emendamento Pd contro la soppressione dei codici meccanografici
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Oggi, martedì 20 ottobre, con 18 voti contrari (maggioranza) e 12 voti a favore (minoranza) è stato respinto l’emendamento presentato da Simone D’Angelo (Pd) che chiedeva di non procedere alla soppressione definitiva dei codici meccanografici di due plessi dell’istituto comprensivo di Sestri Levante: la scuola dell’infanzia Gianni Rodari e la scuola primaria San Giovanni Bosco (foto).

Il consiglio regionale ha respinto

Nel dibattito è intervenuto Angelo Vaccarezza (Forza Italia Berlusconi), ricordando che in veste di presidente della provincia stilava il piano che poi veniva recepito da Regione Liguria e ha detto che Città metropolitana di Genova ha votato la soppressione.
Sono intervenuti anche Rocco Invernizzi (FdI), annunciando voto contrario del gruppo, e Carola Baruzzo (Pd) che ha ricostruito ciò che è accaduto a Sestri, precisando che è stato proprio il Comune a votare la soppressione, non Città metropolitana.
Andrea Orlando (Pd) e Armando Sanna (Pd) sono intervenuti contestando le accuse mosse a Città metropolitana e hanno proposto alla giunta regionale di discutere l’emendamento proposto.
Federico Bogliolo (Vince Liguria) ha ricordato che il calo demografico a Sestri è costante e non ha senso discutere la decisione di sopprimere i codici meccanografici.
Lilli Lauro (FdI) ha affermato che è necessario dire la verità alle famiglie e che il sindaco ha il dovere di razionalizzare il luogo in cui i bambini studiano.
Simone D’Angelo (Pd) ha letto un articolo in cui anche due consiglieri comunali di centrodestra a Sestri hanno contestato la chiusura delle scuole.
Davide Natale (Pd) ha ricordato che il consiglio regionale può votare, in autonomia, un emendamento, soprattutto qualora vada a migliorare un provvedimento.
Selena Candia (AVS) ha detto che nella legislatura precedente Marco Bucci non volle fare il piano di dimensionamento scolastico nella Città metropolitana, accollando alle altre province lo sforzo.