Rapallo

Secondo piano ai privati? “È un’opportunità”

Il governatore ligure respinge il concetto di privatizzazione: "Chi lo dice è squallido e in malafede"

Secondo piano ai privati? “È un’opportunità”
Politica Rapallo - Santa Margherita, 09 Dicembre 2020 ore 11:39

“Nessuna privatizzazione, basta strumentalizzazioni sulla sanità ligure. Chiunque dica che utilizziamo la pandemia per chiudere reparti o per interventi strutturali sulla sanità per favorire la privatizzazione è squallido e in malafede”.

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Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti è intervenuto, nei giorni scorsi, in merito alle polemiche, sollevate da più parti, sulle misure temporanee attuate dal sistema sanitario per far fronte alla pandemia da Covid-19. Un tema ampiamente dibattuto anche martedì scorso, durante la seduta di Consiglio regionale.

“Il punto nascite dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure – spiega Toti – è stato temporaneamente sospeso, come ribadito più volte, al solo fine di poter indirizzare il personale alla cura dei pazienti Covid e verrà riaperto non appena possibile, quando l’emergenza avrà mollato la sua presa. Lo stesso dicasi per l’ospedale di Rapallo che sta attrezzando un piano completamente vuoto con 70 posti letto destinati a pazienti Covid: in caso di necessità saranno attivati e sarà reclutato il personale necessario per contribuire allo sforzo che il nostro sistema sanitario sta sostenendo per far fronte alla pandemia. In futuro, una volta che avremo superato l’emergenza – sottolinea il governatore – decideremo come utilizzare un piano che resterebbe totalmente vuoto per offrire alla città di Rapallo e a tutto il Tigullio nuovi servizi e prestazioni mediche di qualità convenzionate, quindi gratuite, senza limitare o men che meno mettere in discussione nessun servizio sanitario offerto oggi da quell’ospedale”.

Se per il governatore ligure i progetti di riassegnazione degli spazi ospedalieri cittadini sono visti come un’opportunità da cogliere al volo, di diverso avviso sono le opposizioni. A partire dal M5S con Fabio Tosi che incalza:

“La privatizzazione del secondo piano dell’ospedale N.S. di Montallegro è una questione che noi rapallesi conosciamo e combattiamo da anni e che nella scorsa legislatura era stata venduta come privatizzazione “soft”. Ebbene, consentiteci di dissentire: dare al privato 53 posti letto su 120 non è affatto una privatizzazione “soft”. Una scelta che come M5S, e non siamo i soli, combattiamo da 8 anni e che coerentemente, senza alcuna speculazione politica, rigettiamo perché mortifica e depaupera la Sanità pubblica, che è stata una grande conquista sociale. Diciamo anche basta alla favoletta del convenzionato: oltre al pagamento del ticket, infatti, i cittadini pagheranno anche i costi enormi delle convenzioni. Come? Con le tasse. Sarà l’ennesima beffa”.

Più pacata e guardinga la posizione dei circoli territoriali di Italia Viva:

“Vorremmo approfondire nel merito (costi e benefici) la decisione di Alisa Liguria di affittare un piano ai privati, poiché, in un ospedale volutamente sottoutilizzato, occorre anzitutto salvaguardare le prerogative del servizio sanitario pubblico e pianificare le attività dei diversi poli ospedalieri. Vogliamo capire in modo chiaro che cosa ne conseguirà dalla gestione privata, sia dal punto di vista economico, sia per la tutela dei cittadini”.

Italia Viva che interviene anche sulla gestione dei pazienti covid e dei tamponi, oltre che sulle necessità delle pubbliche assistenze:

“È assolutamente necessario fornire gratuitamente la maggior parte dei DPI, tute, guanti e mascherine alle pubbliche assistenze dei nostri territori. Sugli equipaggi grava spesso il primo soccorso verso i malati di Covid-19 e il rischio di contagiarsi anche con asintomatici e non possiamo caricare completamente questi Enti della spesa onerosa di tali dispositivi. Chiediamo ad Alisa di trovare risorse per questi preziosi volontari che ogni giorno si adoperano per la Cittadinanza e chiediamo al Presidente Toti, impegnato a gestire la complessa macchina regionale, di nominare un assessore alla Sanità e che sia espressione diversa dell’area precedente. La Liguria ha bisogno di una figura di riferimento che si occupi a tempo pieno di questo importante assessorato”.

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