Senarega critica la copertina di Famiglia Cristiana dedicata a Salvini

Senarega critica la copertina di Famiglia Cristiana dedicata a Salvini
Chiavari - Lavagna, 27 Luglio 2018 ore 09:16

Il capogruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini Franco Senarega attacca Famiglia Cristiana dopo la coertina dedicata a Matteo Salvini.

“L’élite di Famiglia Cristiana ha dimostrato di avere smarrito il contatto con la realtà”

“Odio e disprezzo. Altro duro attacco a Matteo Salvini. Famiglia Cristiana estremista, brutale e schierato in politica come Il Manifesto e L’Espresso? La contraddizione sta non solo nella mancanza di equilibrio e nella perdita della tradizionale connotazione cattolica, ma anche la circostanza che molti lettori, tra cui donne e uomini di Chiesa, non la pensano affatto come l’élite del settimanale perché ritenendo che Matteo Salvini sia una persona di buonsenso e comunque non possa senz’altro essere paragonato a ‘satana’ lo hanno votato e lo sostengono”.

Il settimanale cattolico denuncia la politica del ministro dell’Interno. La copertina dell’ultimo numero raffigura una mano che si leva verso il volto di uno sconcertato Matteo Salvini e sotto il titolo: “Vade retro Salvini”.

“D’altronde – ha aggiunto Senarega – frequentandolo personalmente e in amicizia, posso garantire che Matteo Salvini non ha cambiato per nulla le sue idee, espresse da sempre con grande onestà intellettuale e chiarezza, né il suo modo di essere uomo umile e semplice come tanti.

L’élite di Famiglia Cristiana ha quindi dimostrato di avere smarrito il contatto con la realtà e i cittadini che ogni giorno sono costretti a fare i conti con i risultati di immigrazione incontrollata, buonismo e illegalità diffusa destabilizzanti per il Paese.

E’ doveroso accogliere i più deboli come bambini e donne in stato di gravidanza, famiglie e persone che fuggono dalla guerra, ma tutta l’Africa in Italia non ci sta e la misura è colma.

Pertanto, è giusto agire con buonsenso per evitare altri morti, far rispettare la legalità, chiudere i nostri porti e bloccare la rotta del Mediterraneo Centrale: in pratica l’unica preferita e di gran lunga utilizzata da scafisti e trafficanti di esseri umani rispetto a quelle orientale verso la Grecia e occidentale verso la Spagna”.

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