Politica

Strada provinciale 26 della Val Graveglia, atti vandalici ai semafori

L'assessore regionale Giampedrone: "Percorso complesso". Giordano (M5S): "Sconfessa sé stesso"

Strada provinciale 26 della Val Graveglia, atti vandalici ai semafori

Ieri, martedì 19 maggio, si è parlato in consiglio regionale della strada provinciale 26 della Val Graveglia, che recentemente è stata a lungo chiusa a seguito di una frana all’altezza della cava Ceisena. Il tema è stato sollevato da un’interpellanza illustrata da Stefano Giordano e da due interrogazioni illustrate da Gianni Pastorino e Katia Piccardo.
L’assessore regionale alla tutela del paesaggio Marco Scajola ha garantito che i proprietari stanno mettendo in sicurezza l’area e che l’attività di coltivazione della cava è stata sospesa. Sempre Scajola ha rivelato che si sono verificate manomissioni agli impianti semaforici di stampo vandalico.

L’assessore regionale Giampedrone: “Percorso complesso”. Giordano (M5S): “Sconfessa sé stesso”

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha spiegato che il problema è legato al fatto che la la cava è di proprietà privata e ha ammesso che il percorso è molto complesso. Inoltre Giampedrone ha dichiarato che Città Metropolitana di Genova e Comune di Ne al momento non coinvolgono né gli uffici delle infrastrutture, né quelli della protezione civile.

Giordano, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, contesta la risposta di Giampedrone, sostenendo che non sia accettabile tirare in ballo la proprietà privata quando una frana mette a rischio la viabilità e la sicurezza di chi transita su una strada provinciale e accusa la giunta di impreparazione. Il pentastellato, dunque, invita la giunta regionale a fare chiarezza e sostiene che Giampedrone si sarebbe sconfessato da solo, visto che a febbraio ad un’interrogazione di Sandro Garibaldi aveva dato risposte diverse, assumendo impegni e fornendo rassicurazioni precise.