Chiavari

Teatro Cantero: “Esempio di ciò che non deve essere fatto per la cultura”

Ieri il candidato alle elezioni regionali Sansa a Chiavari per parlare di cultura e del futuro del teatro

Teatro Cantero: “Esempio di ciò che non deve essere fatto per la cultura”
Chiavari - Lavagna, 09 Settembre 2020 ore 09:02

Ieri pomeriggio Ferruccio Sansa è arrivato a Chiavari per porre l’attenzione sul Teatro Cantero, chiuso ormai da troppo tempo.

Cantero

“Il Cantero (letteralmente) giace abbandonato o quasi da troppo tempo, ormai, malgrado le alterne intenzioni di proprietà e Amministrazione. Un bene storico e architettonico di enorme utilità pubblica che purtroppo sconfessa la frequente convinzione che il privato agisca meglio del pubblico e possa garantire la corretta conservazione di beni. Come sempre tutto dipende dalla buona volontà e dalla giusta lungimiranza e capacità di gestione”, spiegano Barbara Tronchi e Davide Grillo del Meetup 5 Stelle Chiavari.

“A Chiavari il “nostro teatro” è l’esempio di ciò che non deve essere fatto per la cultura. Anzi, la Cultura, che oggi è relegata a mero hobby personale e che invece dovrebbe essere un pilastro per la società. Cultura è pensiero e capacità di confronto, empatia e comprensione dell’altro, forma mentis aperta e curiosità. E un teatro racchiude tutto questo, se la gestione sa proporlo e farlo vivere.

Sansa farà le proprie riflessioni personali, noi ci limitiamo ad osservare quanto oggi il Cantero rappresenti l’immobilismo più dispendioso e dannoso: ripicca, incapacità, ottusità, scarsissima lungimiranza, egoismo o anche semplice menefreghismo, hanno portato a chiudere un prezioso testimone del tempo. Se le cose non cambieranno, lo porteranno alla rovina.

E non sia mai che tutto questo si tramuti in un futuro cambio di destinazione d’uso, perché ai vincoli storici e monumentali, così come a quelli paesaggistici e ambientali, non crediamo più da tempo, ormai.

Quando sulle cose il silenzio cala così assordante, è difficile pensare che sia dovuto all’alacre impegno a perseguire la giusta via. Fra nemmeno due settimane il voto regionale dimostrerà se la volontà dei liguri sarà quella di continuare a girarsi dall’altra parte e coltivare il proprio minuscolo orticello, oppure ricominciare ad interessarsi dei beni pubblici”.

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