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Torriglia, Noi di Chiavari critica l’amministrazione

Torriglia, Noi di Chiavari critica l’amministrazione
Politica Chiavari - Lavagna, 17 Ottobre 2018 ore 12:14

A seguito della seduta della Commissione Consiliare a tema ampliamento della Casa di Riposo Torriglia, il gruppo consiliare Noi di Chiavari interviene con le proprie osservazioni.

“La Commissione, fortemente voluta e richiesta dal nostro gruppo, è stata molto partecipata e vogliamo anzitutto ringraziare il Presidente Arnaldo Monteverde e i vari Consiglieri d’Amministrazione per aver raccolto il nostro invito. Come sempre, però, restano dubbi e incertezze, considerato l’atteggiamento assolutamente ambiguo da parte di alcuni componenti della maggioranza”.

Per il gruppo Noi di Chiavari, era presente in Commissione la consigliera Silvia Garibaldi:

“Le ultime vicende – dichiara Garibaldi – ci hanno lasciato assolutamente attoniti. Non solo non capiamo, né condividiamo le modalità con cui un sindaco ha chiesto a mezzo stampa le dimissioni del Presidente di una Fondazione di diritto privato, ma neppure ci spieghiamo come ha potuto conferire incarichi speciali a due consiglieri, Giardini e Corticelli, relativamente a tale fondazione, quando il Comune già ha facoltà di nominare ben cinque dei sette componenti del Consiglio di Amministrazione. C’era bisogno di altri ‘rinforzi’? Che senso ha? Lo stesso Di Capua ha candidamente ammesso di non conoscere lo statuto del Torriglia. Credeva di poter intervenire nella gestione ordinaria. Ora che ha scoperto che questo non è possibile, quale ragione di esistere hanno le deleghe a Giardini e Corticelli?”.

Noi di Chiavari prosegue:

“Di Capua ha risposto che i due consiglieri Giardini e Corticelli debbono fare da tramite, da filtro tra l’amministrazione e il CdA del Torriglia e questo secondo noi non è conforme ai criteri di autonomia di una Ipab. Ci pare inoltre un fatto molto grave che, al termine della Commissione, il sindaco abbia ammesso di non aver compreso da subito che il Torriglia è una fondazione con autonomia. Evidentemente lo statuto e la mission del Torriglia non sono chiari all’attuale amministrazione”.

Secondo Silvia Garibaldi, Roberto Levaggi e Daniela Colombo, “il Torriglia necessita di un ampliamento per raggiungere l’equilibrio finanziario, ma non può indebitarsi per raggiungerlo e soprattutto non può farlo per risolvere i problemi di tutte le Asl della Regione che necessitano di posti in convenzione per non autosufficienti. Il Torriglia deve salvaguardare le volontà testamentarie, mantenere la precedenza ai cittadini chiavaresi stabilita da statuto, cosa che sembra in conflitto con un’eventuale convenzione Asl. Nessuno impedisce, soprattutto in altre Asl, di costruire case di riposo in cui collocare degenti non autosufficienti. Non indebitare il Torriglia e cercare vie alternative ma in permuta per l’ampliamento secondo Noi di Chiavari non è essere immobili ma realisti e non contradditori. Si auspica che il CdA possa d’ora in poi lavorare in maniera costruttiva ed autonoma, visto che il sindaco finalmente sa che non può interferire nell’attività”.