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PD all'attacco

Toti commissaria Alisa e ASL: «Atto disperato di chi le ha sbagliate tutte»

L'attacco del PD: "Abbiamo appreso che Toti vuole dimettersi e ci auguriamo che in questa occasione si porti via i vertici di Alisa, che tanti danni e sciagure hanno fatto in questi anni in Liguria"

Toti commissaria Alisa e ASL: «Atto disperato di chi le ha sbagliate tutte»
Politica Chiavari - Lavagna, 09 Maggio 2020 ore 15:10

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti con un’ordinanza presentata in data 7 maggio, «ha di fatto deciso di commissariare con Alisa tutte la Asl e l’intero sistema sanitario regionale». L’ordinanza, presentata senza coinvolgere il Consiglio regionale, definisce l’istituzione di una nuova struttura interna con funzioni di coordinamento, applicazioni e monitoraggio delle disposizioni impartite e da impartire, a cui dovranno rispondere tutte le Aziende Sanitarie Locali e gli enti del servizio sanitario regionale. Le determinazioni di Alisa saranno vincolanti.

Toti commissaria Alisa e ASL “Atto disperato di chi le ha sbagliate tutte”

«Una decisione – commenta il PD Ligure – che appare forzata e intempestiva, quanto più ci allontaniamo dall’inizio della fase di emergenza sanitaria, quando ancora occorreva disporre un’organizzazione con una rapidità che avrebbe potuto giustificare una controllo così diretto e senza vincoli. Il messaggio è molto chiaro: nessuno disturbi il manovratore. Facciamo notare che il manovratore, a oltre due mesi dall’inizio dell’inizio dell’epidemia, ha ormai ampiamente mostrato di avere gestito l’emergenza male e con gravi ritardi su molti dei suoi aspetti più importanti, fra cui test sierologici, tamponi, assistenza domiciliare e farmaceutica, controllo delle RSA (Residenze Sanitarie Assistite). Se a questo aggiungiamo il fallimento della gestione sanitaria regionale ancora prima dell’emergenza, testimoniato ad esempio dalla vicenda dei pazienti oncologici genovesi costretti a essere curati in trasferta a Savona, la situazione appare paradossale e drammatica».

«Sembra più l’atto – continuano i consiglieri dem – disperato di chi le ha sbagliate tutte e vuole difendersi nel fortino, dicendo a posteriori che se qualcuno ha sbagliato non è lui, piuttosto che la scelta di chi ha nelle sue mani il saldo controllo della situazione. In Emilia Romagna il commissario all’emergenza si è dimesso per dare il segnale del ritorno alla normalità. Proprio nel momento in cui bisognerebbe pianificare la fase 2 dal punto di vista sanitario con il concorso di tutti, si accentra tutto nelle mani di chi peraltro ha
dimostrato evidenti e preoccupanti limiti nel guidare l’emergenza. La differenza tra chi sa governare e chi non ne ha la minima idea appare evidente. Così come appare chiara la distinzione tra chi si assume serenamente le proprie responsabilità e chi prova a dire che se ci sono stati errori sono sempre di altri: delle Asl, del Governo, del destino cinico e baro, di tutti tranne che di quelli che dovevano decidere e invece non lo hanno fatto o lo hanno fatto tardi e male».

«Abbiamo appreso – affondano – che Toti vuole dimettersi e ci auguriamo che in questa occasione si porti via i vertici di Alisa, che tanto danni e sciagure hanno fatto in questi anni in Liguria. Esprimiamo solidarietà ai medici di medicina generale e comprendiamo bene il loro punto di vista. Conosciamo lo sforzo e lo spirito con cui, in questi drammatici giorni, hanno operato sul campo pressoché privi di dotazioni di protezione individuale. È evidente che quello di cui si sente la mancanza è una forte regia pubblica. Chiediamo per questo a Regione ed Alisa di fare un salto di qualità».

Il piano del PD

1) Rivedere la strategia sugli ospedali e, per quanto riguarda nell’area metropolitana genovese, riservarne uno ai no Covid per assicurare nelle settimane a venire le prestazioni di media e alta complessità per i pazienti ordinari.
2) Operare un reale cambio di passo sui tamponi aprendo anche agli asintomatici con la strategia dei cerchi concentrici per mappare e contenere per questa via la diffusione del contagio. Nonostante gli sforzi altalenanti di questi giorni rimaniamo la sesta regione del centro nord per numero di tamponi davanti solo al Piemonte.
3) Modificare le procedure burocratiche previste per i tamponi nelle strutture residenziali, a cui bisogna offrire immediatamente la possibilità di rivolgersi a laboratori accreditati per sottoporre immediatamente i tamponi a pazienti e personale ancora sprovvisti di dispositivi di protezione individuale adeguati per tipologia e quantità.
4) Governare più saldamente come pubblica amministrazione la diffusione dei test sierologici che oggi è di fatto affidata al fai da te dei singoli cittadini costretti a rivolgersi ai laboratori privati a pagamento.
5) Potenziare rapidamente le unità speciali di continuità assistenziale mettendole in condizione di operare protette su tutto il territorio regionale per garantire l’assistenza a domicilio e quanto prima anche un’assistenza preventiva farmacologica.

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