Zoagli

Zoagli, il consigliere Mussi lascia l’aula

Ecco spiegato il perché

Zoagli, il consigliere Mussi lascia l’aula
Politica Chiavari - Lavagna, 02 Gennaio 2021 ore 14:50

Il consigliere di minoranza Mirko Mussi (Zoagli nel Cuore) spiega perché, nell’ultima seduta del consiglio comunale di Zoagli, ha lasciato l’aula.

Le dichiarazioni

Il consigliere ha abbandonato la seduta durante la votazione votazione sui debiti fuori bilancio che, secondo le sue affermazioni, raggiungono i 120.000 euro, ma in quella seduta sono stati ridotti a poco più di 86.000.

“Sono ben felice che l’azione congiunta della minoranza durante il Consiglio Comunale del 28.12.2020, consistente nell’uscire dall’aula consigliare al momento della votazione sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio del comune di Zoagli, (che raggiungono i 120.000 euro, ma che in quella seduta sono stati ridotti a poco più di 86.000 euro) abbia stimolato numerosi commenti, sia in paese che sui social. L’obbiettivo che ci eravamo posti, ovvero quello di ribadire un netto distacco dalla mala gestione della precedente amministrazione, ha dato il suo primo risultato. Ritengo qui opportuno chiarire il mio agire a chi, maggioranza inclusa, pare non abbia pienamente compreso il gesto, ascrivendolo – scorrettamente – ad un comportamento incoerente.

Cercherò di riassumere sinteticamente per punti la questione:

    • i debiti fuori bilancio del comune di Zoagli si sono accumulati addirittura dal 2011;
    • la pessima gestione della passata amministrazione (che qualcuno, argutamente, ha definito ” ancien regime”) mi risulta essere stata formalmente denunciata alla Corte dei Conte esclusivamente dal Revisore dei Conti, e non dalla allora minoranza, oggi maggioranza;
    • la Corte dei Conti, rilevate diverse azioni dirette a perseguire artificiosamente e falsamente il pareggio di bilancio, ha depositato presso la Procura della Repubblica un “referto” diretto a perseguire condotte penalmente rilevanti della passata amministrazione, erogando sanzioni pure al Comune, che andrà a pagarne lo scotto anche quest’anno;
    • risulta di tutta evidenza che il “modus operandi” degli esponenti della passata amministrazione, già condannati dagli organi giurisdizionali della Repubblica, pone Zoagli sotto una pericolosa lente di ingrandimento anche per il futuro;
    • la delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, predisposta dall’attuale maggioranza con scelte discrezionali in parte opinabili e non condivise per tempo con la minoranza (in palese contrasto alla sbandierata collaborazione), sarà quindi vagliata nuovamente dal giudice contabile;
    • per quanto sopra ho ribadito in modo netto e motivato il mio acceso disappunto su diverse e salate parcelle, quantomeno dubbie nella scelta (forse clientelare?) e nella quantificazione (che ho ritenuta quantomeno esosa) e che, a mio giudizio personale, paiono essere state inserite nel calderone del “debito” per dare un comodo “colpo di spugna” al passato, sottacendo quanto non fatto, o fatto malamente, dall’allora minoranza, senza aspettare che il vaso di Pandora fosse scoperchiato da altri.

Ho sentito quindi l’obbligo morale di fare la “voce alta” in rappresentanza del 37% del corpo elettorale che ha scelto la lista “Zoagli nel Cuore” – e non altre -, assicurando, secondo coscienza, ogni supporto possibile alla nuova Amministrazione per il bene del paese (da qui anche la mia rinuncia a presentare interpellanze ed interrogazioni durante i primi 100 giorni dall’insediamento della nuova Amministrazione), ma pure una ferma e determinata azione di controllo e di resistenza all’adozione di provvedimenti che non ho ritenuto corretto né condivisibile adottare, come nel caso dell’approvazione parziale e dubbia dei debiti fuori bilancio. Sono consapevole della difficile situazione ereditata dall’attuale governo del paese, ma vedo il rischio di far passare tutto come una questione meramente tecnico-finanziaria, addossando le responsabilità ai soli funzionari, perdendo di vista l’aspetto politico della questione. L’attuale Amministrazione non può nascondersi dietro la (oggettiva) competenza tecnica dell’Assessore alle Finanze per liquidare la questione come un necessario raddrizzamento di una cattiva (e personalistica) gestione degli uffici. Visto che l’intero consiglio è “nuovo” e senza legami con la passata Amministrazione, l’azione di analisi del pregresso avrebbe dovuto essere condivisa in fase istruttoria, non soltanto presentata al Consiglio al suo termine in un atto bello che confezionato, dal quale sicuramente discenderanno responsabilità che non possono esserci imputate.

Per questo la minoranza è uscita dall’aula: per sottolineare la mancanza di giudizio politico sulla questione, perché c’è il rischio che politicamente il tutto si risolva con un “doveroso” accomodamento finanziario, senza entrare nel merito e il nostro voto contrario o l’astensione sarebbero stati soltanto atti marginali rientranti in procedure burocratiche di corto respiro. Il mio personale voto a favore delle linee programmatiche dell’Amministrazione, nonostante a primo acchito possa apparire il contrario, si inserisce in questa stessa ottica: finito un ciclo politico durato un ventennio, si deve voltare pagina e questa era la chiara e sincera volontà di tutte le forze candidatesi a guidare il paese nelle ultime elezioni. Chiara e sincera è anche la volontà di collaborare con l’Amministrazione per far uscire Zoagli, quanto prima, dalla situazione di crisi generale in cui versa: da qui il mio voto favorevole alle linee programmatiche di un’altra lista, ancorché per alcuni possa sembrare fuori dagli schemi. Il punto sarà, anche in questo caso, il fare di più. L’obiezione al programma della maggioranza, già avanzata in campagna elettorale, è la sua prospettiva limitata: la situazione economica del Comune, sia pur grave ed oggettiva, non può essere la scusa per ridurre il progetto per il futuro del paese ad azioni di ordinaria amministrazione, tanto più in questa congiuntura storica, che nella sua tragicità può essere opportunità di forti cambiamenti e di sviluppo, come ogni periodo di crisi.

Inutile, quindi, dare un voto negativo o un’astensione “di routine” ad una delibera già confezionata: mia intenzione era quella di dare l’ennesimo segnale di apertura e collaborazione all’Amministrazione, nella speranza che sia accolto, dichiarando già fin da ora che il mio impegno sarà quello di spronarla a fare “di più”.

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