LAGO DI MERGOZZO - PIEMONTE

Alla scoperta di piccoli tesori nascosti tra il blu del lago e l’azzurro del cielo

Una passeggiata che dai vicoli medievali del delizioso borgo di Mergozzo porta al suo piccolo lago, e poi sale alla chiesa romanica di Montorfano con un panorama unico sul Lago Maggiore

Alla scoperta di piccoli tesori nascosti tra il blu del lago e l’azzurro del cielo
20 Luglio 2020 ore 11:01

Prima di avviarsi lungo la passeggiata che parte dal Lungolago si consiglia di percorrere alcuni dei vicoli interni di Mergozzo che partono dalla Chiesa dell’Assunta (XVII sec), caratterizzata da un grande impianto quasi incastrato tra gli stretti vicoli, con una solenne scalinata che anticipa il portico ed affiancata da un porticato che ripara una Via Crucis (XIX sec). Poco distante si trova la bella Chiesa di Santa Marta, in un puro romanico (XII sec), a due passi dall’area del lungolago.

Il lungolago offre panchine e ampi spazi pedonali, oltre ad un vecchio Olmo di ben cinque secoli di vita! Ponendosi di fronte all’acqua si va verso destra fino ad imboccare Via Borzoni (cartello marrone “Sentiero Azzurro”) e poi subito a sinistra. Quindi si risale la scalinata selciata, arrivati in cima si prende a sinistra per via Maffioli arrivando all’Oratorio di Santa Elisabetta del 1623 (fontana). Dietro l’oratorio si prende per un momento a sinistra per via Nostrani per poi imboccare subito dopo via Montorfano a destra, in salita lungo larghi e profondi gradini (cartelli “Sentiero Azzurro”). Si passa quindi su asfalto procedendo in salita in mezzo alle villette per diventare sterrata con un dedalo di segni (cartelli, segni bianco/rossi, bolli blu, frecce gialle). Quando il tracciato diventa finalmente una vera selciata si procede in ombra affiancati da muretti a secco.
Dopo una salita si raccorda su una selciata un po’ più ampia e si prosegue a sinistra (cartelli), subito dopo di nuovo a sinistra in leggera discesa che porta all’affaccio sul Lago di Mergozzo, con panchine e fontane.
Il sentiero percorre il versante nord del Montorfano, monte alto appena 794 metri che ha la peculiarità di essere un unico blocco di granito bianco-verde, cosa che spiega la presenza di numerose cave d’estrazione attive da secoli. Il granito di Montorfano è stato usato anche per le colonne di San Paolo Fuori le Mura, a Roma.

Il percorso si snoda piacevole con andamento graduale, quasi sempre a vista sulle acque del lago, poi con una salita più netta si arriva ad una strada asfaltata. Si prende la strada asfaltata a sinistra, in salita, passando davanti al piccolo cimitero e arrivando ad un parcheggio. Si segue la sterrata a destra che porta ai prati che anticipano la bellissima Chiesa di San Giovanni di Montorfano (fontana e tavolini) che sorge isolata in tutta la sua purezza architettonica di stile romanico (XI-XII sec). Essa sorge sui resti di un edificio religioso del IX secolo, ma recenti scavi han portato alla luce resti di una chiesa ben più antica risalente ai secoli V-VI. La si trova aperta in orario di messa. Dopo la visita si prosegue in mezzo alle abitazioni del paese fino a confluire in un passaggio delimitato da pietre deviando verso la pista erbosa sulla sinistra che sale fino al magnifico belvedere sul Lago Maggiore. Il ritorno avviene sulla medesima via dell’andata.

Le caratteristiche del percorso

Località di partenza: Mergozzo lungolago (200 m)
Località di arrivo: Montorfano (335 m)
Dislivello: 150 m circa solo andata
Distanza: 3 km solo andata
Tempo di percorrenza al netto delle soste: 1 ora solo andata
Tipologia di percorso: misto (asfalto, selciata)
Segnaletica: cartelli “Sentiero Azzurro”

Realizzatori del percorso: Franco Voglino, Annalisa Porporato e la piccola Nora Voglino.
Fonte: Distretto Turistico dei Laghi Scrl.
Info: www.distrettolaghi.it

Per saperne di più

Lago o golfo?
Il Lago di Mergozzo era già abitato nell’antichità e i reperti ritrovati risalgono al 6000 a.C. Ma all’epoca era un golfo facente parte del Lago Maggiore. Solo nel XV secolo è diventato un lago a sé stante e la “colpa” sarebbe del fiume Toce che, poco alla volta, avrebbe portato così tanti detriti da creare lo sbarramento che oggi divide i due bacini.
Museo Archeologico ed Ecomuseo del Granito
Situato in via Roma 8, a Mergozzo, presenta una raccolta di reperti offrendo in due piani una carrellata della storia locale che spazia dalla preistoria all’epoca romana. In una delle sale viene invece descritta la storia del granito e dei metodi di lavorazione (www.ecomuseogranitomontorfano.it). Poco distante, nella frazione Candoglia, la cava di marmo utilizzato da secoli per la costruzione e la manutenzione del Duomo di Milano, attiva tutt’oggi.

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