Invecchiamento attivo e funzionale: il ruolo della medicina rigenerativa

Invecchiamento attivo e funzionale: il ruolo della medicina rigenerativa

È noto che in Italia, negli ultimi anni, al fianco del calo delle nascite, si è registrato un incremento significativo della speranza di vita. Attualmente si parla di quota 83,4 anni, posizionando di conseguenza l’Italia tra i primi posti al mondo – la speranza di vita a livello globale, secondo le Nazioni Unite, è infatti di circa 73 anni. La somma di questi due fattori rende il nostro Paese in buona parte anziano, con la Liguria in cima a questa peculiare classifica, contraddistinta da un’età media degli abitanti di ben 49,5 anni (a livello nazionale ci si ferma a 46,6 anni).

Meno nascite, vite più lunghe. Il guadagno quantitativo in termini di anni, però, non si traduce automaticamente in guadagno qualitativo in termini di benessere e soddisfazione, e per questo motivo negli ultimi anni si parla sempre più spesso di invecchiamento attivo. Già nel 2002 l’OMS lo definiva come “processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano”. Invecchiare in modo attivo significa dunque avere le energie e le possibilità per essere attivi in diversi ambiti della sfera sociale e personale, per avere una vita professionale soddisfacente, coltivare hobby, fare sport, viaggiare, fare volontariato, potendo dunque scegliere liberamente di seguire le proprie aspirazioni.

Affinché tutto questo sia possibile è necessario muoversi in anticipo, con degli strumenti preventivi di active longevity. Tra questi occupano una posizione centrale i trattamenti di medicina rigenerativa, ovvero quel campo della medicina che si occupa di rigenerare, riparare tessuti danneggiati dall’invecchiamento, da traumi come anche da malattie. L’incontro tra medicina rigenerativa e invecchiamento attivo avviene a Milano, a Cerva 16, il primo centro in Italia specializzato in medicina antiaging e nutrizione funzionale: qui, infatti, le più recenti scoperte della genetica, dell’epigenetica e dell’analisi predittiva vengono messe al servizio dell’invecchiamento attivo, del benessere e della longevità.

Ogni percorso antiaging deve partire da un approfondito lavoro di diagnostica, per capire come strutturare il successivo percorso rigenerativo: di caso in caso gli esperti di Cerva 16 possono quindi proporre un test dello stress ossidativo, un check-up predittivo dell’aging o, per fare un esempio legato alla nutrizione, un test DNA nutrigenetico, che fornisce oltre 280 indicazioni per adattare al meglio la dieta e lo stile di vita.

Raccolte queste informazioni essenziali possono essere messe a punto le più efficaci terapie: nel centro di medicina antiaging milanese si spazia da procedure che prevedono l’utilizzo di cellule mesenchimali (per la rigenerazione di cartilagini, per la rigenerazione cutanea come per quella dei bulbi dei capelli) al recupero funzionale mediante fisioterapia, dalle terapie infusionali integrative e rigenerative per arrivare fino all’ozonoterapia, per recuperare energia, ridurre le infiammazioni e rafforzare il sistema immunitario.

Costruendo un percorso personalizzato è dunque possibile contrastare in modo efficace il passare degli anni, seppur nel pieno rispetto dei ritmi naturali dell’organismo: l’obiettivo a cui si deve puntare, rimarcano gli specialisti di Cerva 16, è il mantenimento del massimo benessere possibile nel tempo, per un invecchiamento attivo e sereno.