Prima parte

Alla corte di poeti e scrittori: Virgilio e Rodari

Seguiamo le orme di famosi autori di racconti e poesie, visitando i luoghi dove sono passati o quelli dove hanno ambientato i loro scritti: cominciamo con Virgilio e Gianni Rodari.

Alla corte di poeti e scrittori: Virgilio e Rodari
Turismo 27 Gennaio 2022 ore 11:25

Insieme a loro abbiamo viaggiato con la fantasia, leggendone le poesie, i racconti, i romanzi. Ora vi proponiamo di seguirne, in un certo senso, le orme: visitando i luoghi dove sono passati o quelli dove hanno ambientato i loro scritti. Un’immersione nelle loro storie, tra realtà e fantasia.

Virgilio e Mantova

“E quell’ombra gentil per cui si noma Pietola più che villa mantoana, del mio carcar diposta avea la soma”. Cominciamo da Dante e dalla Divina Commedia. Siamo al XVIII canto del Purgatorio e si parla di Virgilio e della sua città natale, Pietola, l’antica Andes. Si tratta di una piccola frazione di quello che oggi è il comune di Borgo Virgilio. Partiamo da qui, dal paese natale di Virgilio e da un monumento dedicato proprio al poeta latino che nelle sue opere richiama spesso la terra natale e il suo fiume, il Mincio: si tratta di una colonna sormontata dal busto del poeta (modellato da Agamennone Paganini e realizzato in ghisa con finitura a bronzo) collocata sull’incrocio tra la via che porta a San Benedetto Po e la strada per Pietole vecchia. All’inaugurazione del monumento intervenne anche Giosuè Carducci, all’epoca Ispettore Superiore Scolastico, che declamò un discorso inaugurale.

Borgo Virgilio

A proposito di grandi scrittori, furono in molti a recarsi qui dove Virgilio era nato: la loro presenza è testimoniata in brani letterari di Boccaccio, Enea Silvio Piccolomini, Tasso, Goethe e molti altri. Borgo Virgilio ha pure creato un museo dedicato all’autore dell’Eneide che oggi unisce l’antica tradizione del luogo alle suggestioni dell’arte contemporanea e propone un percorso didattico.
Un salto va fatto al Parcobaleno, un centro di educazione ambientale alle porte della città: fu istituito nel 1930, in occasione del bimillenario della nascita di Virgilio e venne progettato per ospitare tutte le specie botaniche citate dal poeta nelle sue opere, in particolare nelle Bucoliche.
E non potete andarvene da Borgo Virgilio senza esservi seduti sul “sasso di Virgilio”: si tratta, appunto, di un masso dove, secondo la tradizione, il sommo poeta sedeva a guardare il fiume immaginando l’edificazione di un tempio a Cesare proprio in quel luogo. Collocato originariamente a ridosso dell’argine del Mincio, il cosiddetto “sasso di Virgilio” si trova ora a Pietole Vecchia, presso la piazzetta “Prof. Serafino Schiatti”.

Palazzo del Podestà di Mantova, Virgilio in cattedra

Ci spostiamo quindi a Mantova, dove i “segni virgiliani” sono numerosi, a cominciare dallo stemma della città, un semplice scudo bianco con una croce rossa, che all’interno propone il volto del poeta. Partiamo dall’edicola che racchiude l’altorilievo di Virgilio in cattedra, col poeta che indossa la berretta dottorale e poggia le braccia su un leggio, posta nel Palazzo del Podestà, sul lato volto verso Piazza Broletto. Ci spostiamo a Palazzo Ducale, che chi si reca a Mantova non può non visitare. Tra i gioielli d’arte custoditi, vi sono anche importanti testimonianze del legame della città con il poeta Virgilio: la sala di Troia, affrescata da Giulio Romano e aiuti con scene tratte dal poema omerico, ma anche dall’Eneide e da altre fonti, ospita il presunto busto di Virgilio noto come “Busto Carli”, prototipo di numerosi ritratti mantovani del sommo poeta; il Salone di Manto, invece, propone la storia della leggendaria figlia dell’indovino Tiresia e mitica fondatrice della città secondo quanto narrato proprio da Virgilio nell’Eneide, una straordinaria opera di Lorenzo Costa il Giovane. Numerose le statue che rappresentano il poeta latino sparse per la città. Segnaliamo l’altorilievo con Virgilio in cattedra al Museo della Città di Palazzo San Sebastiano, una scultura in marmo rosso di Verona con tracce di policromia che in origine era collocata sull’arengario di Palazzo della Ragione. Qui si trova anche un grande busto in terracotta raffigurante il poeta latino, derivazione dal disegno mantegnesco del Louvre.

Il Teatro Bibiena di Mantova

I bibliofili sappiano, invece, che nella straordinaria Biblioteca Comunale Teresiana sono custoditi circa 500 testi a stampa antichi e moderni che riguardano Virgilio, tra cui due manoscritti dell’Eneide del XV secolo, due incunaboli e svariate edizioni del XVI secolo. Edizioni rare e antiche delle opere del poeta sono conservate anche nel Palazzo Accademico che ospita l’Accademia Nazionale Virgiliana: al suo interno è anche il singolare Teatro Bibiena, destinato alle riunioni accademiche, alle recite e ai concerti. Tra i suoi ornati plastici, le sculture e gli affreschi spicca la statua lignea di Virgilio, raffigurato con tre volumi, allusione alle sue tre opere principali, collocata, insieme a quella del filosofo Pietro Pomponazzo, in una delle due nicchie create appositamente nella scena fissa del teatro.
Infine, facciamo contenti anche gli appassionati di numismatica, segnalando che nel Museo Numismatico Mantovano un posto di rilievo è rappresentato dal ruolo che l’immagine di Virgilio riveste per la storia della monetazione cittadina.

Gianni Rodari e il Lago d’Orta

Dal lontano passato al quasi presente, dal poeta sublime al più importante scrittore per l’infanzia del XX secolo, autore di poesie, ma anche di romanzi, racconti, favole e pure filastrocche. Parliamo di Gianni Rodari, morto solo una quarantina d’anni fa, nato nel 1920 a Omegna, sulla punta nord del Lago d’Orta. Ed è proprio da qui che vogliamo partire, da questa splendida località lacustre che ha aperto il Parco della Fantasia “Gianni Rodari”, un parco letterario che permette di immergersi nei racconti dello scrittore piemontese, alla scoperta di luoghi che fanno conoscere ed emozionare, conoscere, immaginare… Un luogo magico, innanzitutto per i bambini che sperimentano ciò che non si aspettano: diventano attori sopra un palcoscenico, sono artisti o artigiani, si trasformano in maestri, giornalisti, astronauti o baroni che vivono due volte.

La facciata della basilica di San Giorgio sul Lago d’Orta

A proposito di baroni che vivono due volte, è proprio sul Lago d’Orta e sulla sua isoletta dedicata a San Giulio, che si muovono gli strampalati e simpatici personaggi del suo romanzo “C’era due volte il Barone Lamberto” del 1978. «In mezzo alle montagne c’è il lago d’Orta. In mezzo al lago d’Orta, ma non proprio a metà, c’è l’isola di San Giulio. Sull’isola di San Giulio c’è la villa del Barone Lamberto, un signore molto vecchio (ha 93 anni), assai ricco (possiede 24 banche in Italia, Svizzera, Hong Kong, Singapore eccetera), sempre malato». La descrizione è di Rodari che lungo il romanzo cita a suo modo molti dei paesi intorno al lago che attirano turisti: da Verbania a Domodossola, da Gozzano ad Arona fi no a Varallo Sesia e al suo Sacro Monte dove, scrive Rodari, «se scoppia un temporale si fa presto a rifugiarsi nelle cappelle in cui le statue di terracotta colorata, coperte di polvere e tarlate dalla vecchiaia raccontano silenziosamente la storia di San Francesco».

Il pulpito romanico della basilica di San Giorgio sul Lago d’Orta

Sull’isola non perdetevi la visita della basilica di San Giulio che, secondo la tradizione, sarebbe la centesima e ultima chiesa fondata da san Giulio: arrivato intorno al 390, dice la leggenda, navigando sul proprio mantello, il santo liberò l’isola dai draghi. La facciata della basilica, visibile anche dal lago, conserva un aspetto romanico nonostante le modifiche seicentesche che portarono all’edificazione di un pronao sormontato da una grande finestra. All’interno ammirate un vero capolavoro della scultura romanica del XII secolo: un ambone scolpito in marmo serpentino verde d’Oira e sorretto da quattro colonne più antiche, tutto decorato con simboli cari alla cristianità.
Comunque, oltre a questi pochi suggerimenti, potreste leggere il libro e visitare i paesi elencati da Rodari. Non ve ne pentirete.

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