Sarà inaugurato alle ore 14 di oggi, venerdì 5 giugno, l’appartamento completamente rinnovato e messo a disposizione dal Comune di Recco nell’ambito del progetto Piano nazionale di ripresa e resilienza – Missione 5, Investimento 1.2 “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”. Si tratta di un intervento di cui Recco è città capofila per l’Ambito Territoriale Sociale 13.
Autonomia per le persone con disabilità
L’appartamento, che si trova in via Trieste ed è nato accorpando in un unico spazio due precedenti unità abitative, è stato ristrutturato e riconfigurato grazie a un investimento di circa 300mila euro. Gli ambienti sono stati ripensati su misura per persone con disabilità, con l’obiettivo di offrire un luogo di vita accessibile, funzionale e capace di sostenere percorsi di autonomia. L’appartamento, dotato di 7 posti letto, è dedicato al consolidamento delle autonomie e si affianca all’appartamento operativo in via XXV Aprile, con 5 posti letto, destinato all’allenamento alla vita indipendente. Accanto alla dimensione abitativa, il progetto investe anche sul lavoro e sulle competenze digitali. È arrivata strumentazione tecnologica di ultima generazione, persino una stampante 3D, e sono stati avviati percorsi personalizzati di valutazione delle competenze, coaching motivazionale e inclusione socio-lavorativa.
“L’Ambito Territoriale Sociale 13 comprende 7 Comuni, diversi per morfologia, popolazione e bisogni. Coordinare tutto questo non è stato semplice – sottolinea il sindaco Carlo Gandolfo – per questo è stata costruita una governance multilivello con cabina di regia, staff di coordinamento, staff amministrativo e staff operativo. Una macchina complessa, ma necessaria per far dialogare amministrazioni, servizi sanitari, Terzo Settore, famiglie e operatori. Non è solo un progetto del Pnrr, è un investimento umano”.
Gli assessori ai Lavori Pubblici e ai Servizi Sociali, Sara Rastelli e Davide Manerba, evidenziano la cura dedicata alla progettazione degli spazi: “Ogni appartamento è stato pensato non solo come uno spazio da abitare, ma come un ambiente accessibile, confortevole e sicuro, dove le persone più fragili possano muoversi con naturalezza e sentirsi a casa. Qui potranno sperimentare una quotidianità più autonoma, pur restando in compagnia di chi li sostiene”.