Il progetto

A Chiavari si discute di Translanguaging: la scuola scommette sul plurilinguismo

I docenti invitano i ragazzi a utilizzare la propria lingua madre (che sia arabo, spagnolo o ucraino) in classe per spiegare concetti o narrare la propria esperienza. In questo modo, l'alunno si trasforma da "quello che resta indietro" a portatore di conoscenza

A Chiavari si discute di Translanguaging: la scuola scommette sul plurilinguismo

A Chiavari la diversità linguistica smette di essere un ostacolo per diventare una risorsa didattica. È la grande sfida del Translanguaging, un approccio innovativo che rovescia le dinamiche tradizionali dell’insegnamento ad alunni con background migratorio. Spesso, la lingua d’origine viene percepita come un “deficit” rispetto alla mancata conoscenza dell’italiano. Con il Translanguaging, invece, i docenti invitano i ragazzi a utilizzare la propria lingua madre (che sia arabo, spagnolo o ucraino) in classe per spiegare concetti o narrare la propria esperienza. In questo modo, l’alunno si trasforma da “quello che resta indietro” a portatore di conoscenza, arricchendo i compagni e abbassando le barriere emotive che spesso portano alla dispersione scolastica.

L’importanza vitale di questa metodologia e le sue applicazioni pratiche sono state esplorate lo scorso 23 maggio all’Auditorium San Francesco di Chiavari. L’evento nazionale de “L’AltRoparlante”, che ha richiamato settanta professionisti da sei regioni d’Italia, ha messo al centro proprio le sfide quotidiane del plurilinguismo in aula. In quell’occasione, il dirigente scolastico dell’I.C. Della Torre ha evidenziato un punto nevralgico: il rischio più insidioso per le scuole di oggi è l’autoreferenzialità, una tendenza all’isolamento che si combatte solo aprendosi a strategie didattiche nuove e incrociando realtà esterne.

Uscire dal proprio cortile è infatti il prerequisito fondamentale per essere incisivi, soprattutto in un’epoca di iper-connessione in cui gli adolescenti sembrano sempre più sfuggenti. “I centri di aggregazione giovanile faticano a intercettarli, ma c’è una verità innegabile: i ragazzi a scuola ci vanno”, spiega Stefano Aliquò della cooperativa sociale Sentiero di Arianna. “Che sia con piacere o per obbligo, varcano quelle porte ogni mattina. Ed è per questo che la scuola non è più solo un luogo di pura didattica, ma è diventata l’ultimo, grande, vero presidio territoriale e inclusivo. È lo spazio dove degli adulti li hanno con sé, possono guardarli negli occhi e intercettare quotidianamente i loro bisogni reali”.

Questa visione pedagogica e la sperimentazione sul campo del Translanguaging sono la cornice e il motore di Road Map: percorsi possibili per l’inclusione, progetto selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Avviato nel novembre 2024, il progetto si pone un obiettivo ambizioso: promuovere l’inclusione trasformando le diversità culturali in vere e proprie competenze. Per farlo, sta mettendo in campo energie e risorse inedite attraverso una vasta alleanza territoriale e nazionale. Insieme a Sentiero di Arianna, operano partner eterogenei ma profondamente complementari: l’Università per Stranieri di Siena (Unistrasi) – ideatrice de “L’AltRoparlante” –, il Villaggio del Ragazzo, Scuola di Robotica, gli Istituti Comprensivi “G.B. Della Torre” e “Chiavari 2”, il Comune di Chiavari, Dynamoscopio e Social Hub Genova. Una rete solida che permette alla scuola di smettere di essere un’isola, confermandosi come il cuore pulsante e l’ultimo grande argine sociale delle nostre città.