I palloncini dei bimbi di Zoagli volano oltreoceano
Le bottiglie con dentro i messaggi avranno un tappo di sughero per rispettare l’ambiente

Volano in cielo i palloncini auspicando un gemellaggio. È accaduto mercoledì 9 giugno durante la festa di fine anno per la V elementare.
I palloncini dei bimbi di Zoagli volano oltreoceano
«Gli alunni della V elementare della nostra scuola hanno lanciato due palloncini – spiega il vicesindaco assessore all’Ambiente Cesare Macciò –, costruiti con materiale biodegradabile, con dei bigliettini appesi, che spiegano da dove sono partiti e i riferimenti della nostra scuola. Hanno preparato anche alcuni biglietti con una cartolina di Zoagli, poi messi in una bottiglia di vetro e lanciati in mare, con la speranza che venga ritrovata. Così potrà esserci un contatto tra scuole diverse e magari un possibile gemellaggio. Ora non ci resta che aspettare».
È stato un momento toccante perché i bambini erano consapevoli che i loro messaggi potrebbero essere letti da qualcuno, magari proprio un bambino come loro.
«Le bottiglie in vetro hanno il tappo in sughero – aggiunge Macciò – perché bisogna rispettare l’Ambiente e verranno lasciate in mare da una barca una all’ora così da andare in direzioni diverse sperando che vengano trovate. Ho saputo che in Giappone è accaduta una cosa simile e dopo 5 anni il messaggi è stato ritrovato in Costa Rica».
Possibilissimo, dato che una bottiglia con un messaggio datato 17 novembre 1969 è stata ritrovata sulle dune di una spiaggia della penisola meridionale australiana di Eyre da un bambino di 9 anni.
Le bottiglie con dentro i messaggi avranno un tappo di sughero per rispettare l’ambiente
Nella lettera, il 13 enne Paul Gilmore raccontava che stava emigrando in Australia, trascriveva il suo prossimo indirizzo a Melbourne, e sperava di trovare un amico di penna. Un’altra famiglia ha trovato su una spiaggia dell’Australia un messaggio dentro una bottiglia vecchio 132 anni.
Sul foglio era riportata la richiesta di contattare il consolato tedesco al momento del ritrovamento. A scrivere: il capitano della nave Paula il 12 giugno 1886, che indicava le coordinate della sua posizione. Un altro messaggio fu affidato al mare nel 1985 e ritrovato da un canoista pochi giorni dopo la tempesta ‘Isaia’ sulla costa sud-orientale degli Stati Uniti e restituita al suo autore, Cathi Riddle, residente di Mili, che aveva scritto il messaggio in spiaggia con la famiglia 35 anni prima. «Questa iniziativa, oltre a provare ad entrare in contatto e far nascere un gemellaggio con una comunità lontana da noi, unita dal mare, ha scopo educativo - chiude il vicesindaco –: insegniamo ai bambini quanto sia inquinante abbandonare i rifiuti in mare, perché percorrono lunghe distanze e resistono molti anni».