Chiavari

Riparte “ScuolAscolta” lo sportello promosso dal Fondo Chiara Rama

Diverse le scuole del territorio coinvolte che potranno avvalersi del progetto curato dalle psicologhe Erika Panchieri e Chiara Feno

Riparte “ScuolAscolta” lo sportello promosso dal Fondo Chiara Rama
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Si chiama “ScuolAscolta” ed è il progetto promosso e finanziato dal 2013 dal Fondo Chiara Rama e sviluppato per il momento nelle seguenti scuole del comprensorio: gli Istituti Comprensivi di Carasco, Lavagna e Sestri Levante, la scuola secondaria di primo grado Ilaria Alpi di Chiavari, i licei chiavaresi Classico, Scientifico, Scienze umane e lo Sportivo Gianelli, l’istituto Caboto, Ragioneria e Geometri.

A curarlo due psicologhe: Erika Panchieri (in foto) e Chiara Feno.

Abbiamo fatto il punto con Erika Panchieri sulla ripartenza del progetto e sulle novità.

Come porterete avanti “ScuolAscolta” quest’anno?

«Quest’anno sarà svolto esclusivamente in forma online, sempre rivolto a genitori, docenti e studenti. Lo sportello online è a scopo preventivo e quindi, per ogni individuo, si svolgeranno un massimo di tre colloqui. Se poi dovesse servire un ulteriore prosecuzione del lavoro, verrà eseguito un invio ai servizi territoriali. Quella dell’online è una trasformazione attiva già da marzo dello scorso anno scolastico».

Altre novità?

«Per compensare il passaggio all’online, e rendere l’accesso più semplice per chi non si sente a proprio agio con la tecnologia, abbiamo pensato a una serie di ulteriori iniziative per implementare il servizio sul territorio. Alle scuole che aderiscono al progetto forniremo un video di presentazione, su richiesta delle scuole potremo fornire incontri webinar di formazione per gli insegnanti e informativi per i genitori e infine creeremo una sorta di video pillole che usciranno a cadenza settimanale: saranno visibili su un canale YouTube, fruibili da chiunque  e potranno essere visionati nelle scuole. Le tematiche saranno scelte da noi. Ci sembra un modo utile per dare una mano in questo anno complicato».

Da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria quali sono state problematiche evidenziate?

«Nel periodo del lockdown avevamo molte richieste sulla gestione della didattica a distanza. Da parte dei genitori che chiedevano il metodo di studio e la gestione della routine quotidiana. Da parte degli insegnanti soprattutto sulla Dad: come riuscire a catturare l’attenzione degli studenti più in difficoltà e le strategie di gestione della classe online».

Dall’inizio di quest’anno, invece?

«Nonostante lo sportello non sia ancora attivo ci è già stato anticipato lo scenario  dagli insegnanti, che è confermato dal lavoro clinico in studio. Sono partiti tre filoni di fragilità. Il primo: disturbi d’ansia, attacchi di panico e fobie aumentati in maniera esponenziale, con tanti ragazzi che non sono tornati a scuola perché hanno sviluppato la fobia scolare. Tantissimi ragazzini hanno avuto segnalazione al Tribunali dei Minori: post lockdown sono aumentati molto risse, episodi di piccola delinquenza e reati di cyberbullismo. Ultimo punto, soprattutto alle superiori di secondo grado, l’aumento delle dipendenze da sostanze e alcolici. Sono tutte fragilità sulle quali possiamo sicuramente lavorare bene se riusciamo a intercettarle per tempo ed è uno degli obiettivi dello sportello ScuolAscolta».

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