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Il ritorno di Niccolò Figari: “Qui serve solo il massimo”

Con la squadra della sua città, Figari ha conquistato 29 trofei

Il ritorno di Niccolò Figari: “Qui serve solo il massimo”
Sport Golfo Paradiso, 09 Giugno 2020 ore 11:03

Niccolò Figari, ancora lui. Il forte difensore, due volte campione del Mondo, vestirà di nuovo la calottina biancoceleste nella stagione 2020/2021 dopo il prestito degli ultimi mesi tra le fila del Brescia.

Un grande ritorno:

“Fa piacere, davvero tanto – ammette il giocatore di 32 anni – rientro nella mia Recco, alla normalità, con la mia famiglia. Questa stagione di lontananza è servita: a me, per giocare più minuti e acquisire responsabilità, alla società di conseguenza per valutarmi in maniera positiva”.

La storia di Figari, in biancoceleste, è iniziata nel 2008. Hernandez, neo tecnico della Pro Recco, ha detto di voler puntare sul senso di appartenenza. Ed ecco arrivare, o meglio ritornare, l’uomo giusto, Figari, al momento giusto.

“Difficile spiegare in poche parole cosa significhi far parte di questo club – dice Figari – si chiama Pro Recco 1913, oltre cento anni di storia. Nessuno meglio di Eraldo Pizzo potrebbe trasmettere questo concetto. Io posso solo dire che giocare nella Pro Recco richiede il massimo dell’impegno in ogni partita, che sia di campionato contro una neopromossa o la finale di Champions league. Se indossi questa calottina non puoi pensare di accendere l’interruttore solo a giugno”.

Con la squadra della sua città, Figari ha conquistato 29 trofei. Una bacheca da record, un palmarès da aggiornare con un pensiero fisso: Punta Sant’Anna.

“È il simbolo di Recco e della Pro Recco. È la prima cosa che ho domandato al presidente Felugo: torniamo ad allenarci e a giocare lì? A dire il vero – confida il giocatore – questo inverno, quando ho saputo che l’impianto avrebbe ospitato le finali di Champions League (come noto, annullate per l’emergenza sanitaria del Covid 19, ndr), gli avevo chiesto di tenerlo aperto anche dopo l’estate, è troppo importante. Aspettiamo Punta Sant’Anna anche in famiglia: mio padre ha una voglia matta di tuffarsi lì e vorrei che anche mio figlio imparasse a nuotare seriamente in quella vasca. È una piscina unica, in passeggiata, sul mare. Ho ricordi indimenticabili: le prime finali Scudetto, partite che erano battaglie, gli spalti stracolmi. Sono certo che tornerà a riempirsi, Punta Sant’Anna riavvicinerà la gente alla nostra squadra perché quella è casa nostra. La pallanuoto tornerà al centro della città, sarà bellissimo e si sentirà”.

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