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“Salute prioritaria, fermarsi è stato corretto”

Andrea Paparone racconta la sua prima, mezza, stagione con la maglia della Pro Recco

“Salute prioritaria, fermarsi è stato corretto”
Sport Golfo Paradiso, 20 Maggio 2020 ore 10:08

Classe 1994, pilone destro, Andrea Paparone è cresciuto ed ha sempre giocato con la maglia del club padovano Valsugana, dall’Under 10 al Top12.

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Nell’estate scorsa, l’arrivo alla Pro Recco Rugby, in Serie A. La sua prima stagione lontano da casa è stata, senza dubbio, particolare perché… è finita senza arrivare alla conclusione.

“Senza ombra di dubbio, è stata una decisione difficile da accettare per noi giocatori ma per fortuna ha prevalso il buon senso e i campionati sono stati annullati – argomenta Paparone – quando si parla della salute delle persone non si deve scherzare, il normale proseguimento dei campionati avrebbe sicuramente ‘aiutato’ il propagarsi del contagio di questo virus, perciò l’annullamento dei campionati seguente decisione della Fir è sicuramente un provvedimento duro ma necessario”.

Paparone si era presentato così, al suo primo giorno in biancoceleste:

“Ho scelto Recco – aveva detto – perché è una realtà sempre orientata alla crescita ed progetto illustratomi da coach McLean mi ha affascinato subito. Voglio rimettermi in gioco e dare il mio contributo per un campionato il più positivo possibile e farò del mio meglio per integrarmi velocemente in un organico composto in larga maggioranza da giocatori «di casa»: ci tengo ad entrare presto nella famiglia degli Squali”.

Paparone è entrato nella famiglia degli Squali ma la sua avventura è terminata, cosi come per tutti gli altri giocatori, troppo presto:

“Ci siamo allenati duramente per 6 mesi circa e avevamo degli obiettivi  tra cui quello di provare a giocarci un ipotetica promozione in Eccellenza dopo un primo periodo con qualche intoppo siamo riusciti ad ingranare, e al giro di boa eravamo a pochi punti dalla prima posizione, forse abbiamo perso l’occasione di fare qualche punticino bonus in alcune partite, ma c’eravamo. Essendo il mio primo anno a Recco dico che siamo un bel gruppo allenato da una persona veramente preparata e che abbiamo avuto solo un po’ di sfortuna”.

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