Il ricordo

Giorno della Memoria 2026: due appuntamenti organizzati da Futura Lavagna

Martedì 20 e mercoledì 28 gennaio

Giorno della Memoria 2026: due appuntamenti organizzati da Futura Lavagna

All’intento del percorso culturale dell’Associazione FUTURA aps- Lavagna, vengono presentati due momenti dedicati al Giorno della Memoria 2026.

Due appuntamenti per il Giorno della Memoria

Il primo sarà martedì 20 gennaio, alle 16, con un incontro in streaming, jitsi meet e youtube, con ANPI Lavagna e Valli Aveto, Sturla e Graveglia, con Matteo Brugnoli e Massimo Raffo, componenti del Direttivo ANPI.

Il secondo si terrà mercoledì 28 gennaio, alle 17, con con Getto Viarengo, storico e docente di Futura, che durante il suo corso di Storia del Territorio proporrà “27 Gennaio 1945: una data lontana che richiede attualità culturale” . L’appuntamento è nella sala parrocchiale S. Stefano, in Via dei Cogorno a Lavagna.

I due momenti sono aperti a tutta la cittadinanza.

Con questi incontri l’associazione vuole coniugare i propositi del percorso culturale e sociale con il significato del “Giorno della Memoria” in cui si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta esattamente il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto, designata dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005.

Il Campo 52 di Coreglia Ligure

Partendo dai fatti storici del passato, compreso quanto accaduto nel nostro territorio e specificatamente nel Campo 52 di Coreglia Ligure (Valfontanabuona ), i due eventi ci proporranno una riflessione centrata sulla situazione mondiale odierna.

Durante la seconda guerra mondiale a Coreglia Ligure venne costruito questo campo 52 per prigionieri di guerra nel quale passarono più di 15.000 soldati alleati catturati sul fronte africano. Il campo consisteva principalmente in una serie di baracche di legno e in cui l’unico edificio in muratura era l’infermeria, ricavata in un casolare preesistente.

Nel campo 52 passò anche Nella Attias, una bambina ebrea genovese di sei anni che da Coreglia fu inviata a morire ad Auschwitz e che è divenuta il simbolo del campo.

“Questi due incontri ci permetteranno di ragionare sul fatto che é necessario ricordare sempre che i “valori di civiltà e umanità senza frontiere di luogo e di tempo” costituiscono le fondamenta su cui poggia la nostra Carta costituzionale e quindi la nostra Repubblica democratica. Per questo motivo il ruolo della Memoria è importante, oggi e sempre, per non permettere alcun cedimento di fronte a razzismi e fascismi di alcuna sorta.”