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HABITUS, a Chiavari l’arte porta in scena la crisi ambientale

L'installazione prenderà il via alle 17, allo Spazio Casoni, mentre alle 19 è prevista la performance dell'artista argentina Marianela Tisberger Zuain, in piazza San Giovanni

HABITUS, a Chiavari l’arte porta in scena la crisi ambientale

Rifiuti trasformati in abiti, indossati da corpi viventi e portati nel cuore della città. È questa l’immagine al centro di HABITUS, l’azione artistica in programma sabato 3 ottobre a Chiavari, tra lo Spazio Casoni e piazza San Giovanni. L’installazione prenderà il via alle 17, allo Spazio Casoni, mentre alle 19 è prevista la performance dell’artista argentina Marianela Tisberger Zuain, in piazza San Giovanni.

Il progetto nato dallo scambio artistico tra Italia e Argentina

Il progetto porta in scena materiali che normalmente vengono scartati e allontanati dalla vista, trasformandoli in vere e proprie opere da indossare. I rifiuti diventano così abiti dall’estetica ricercata, quasi “alla moda” o monumentale, in un contrasto volutamente evidente tra la loro nuova veste e ciò che rappresentano: la persistenza dei materiali di scarto e le conseguenze delle abitudini quotidiane.

HABITUS nasce nell’ambito dello scambio artistico tra Italia e Argentina “Sotto lo stesso cielo / Bajo el mismo cielo”, ideato, curato e gestito dall’architetta, artista visiva e curatrice Silvana Solari. Il progetto coinvolge, oltre a Tisberger Zuain, le artiste italiane Alessandra Cereghino e Lia Gnecco, con la musica di Franco Bonino.

Il titolo richiama il concetto di “habitus”, termine di origine latina reso noto anche dal sociologo Pierre Bourdieu per descrivere il modo in cui ambiente e abitudini contribuiscono a plasmare il nostro modo di pensare e agire. Da qui il collegamento tra abito, abitare e abitudine: tre dimensioni che nella performance si intrecciano attraverso il corpo e i materiali di cui viene rivestito.

La crisi ambientale viene quindi affrontata partendo da un elemento molto concreto: quello che consumiamo e poi gettiamo via. I corpi diventano il luogo in cui rendere visibile questo rapporto, trasformando i rifiuti in una presenza fisica dalla quale il pubblico non può semplicemente distogliere lo sguardo.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è aprire una riflessione sulla necessità di modificare comportamenti individuali e collettivi e, più in generale, sul modo in cui abitiamo gli spazi e il mondo che ci circonda.

A sostenere la performance saranno Carla Torre, Miriam Badalotti, Lucia Vacarezza, Cinzia Gambino, Paola Cereghino, Michele Bisso, Martina Malgeri, Marina Hernalz, Iona Gibaudo, Ida Andrea Gulini e Anna Raffetto.