La figura del samurai è una delle più rappresentative della complessità giapponese, oltremodo divisa fra fedeltà assoluta e dilemma morale, prestigio e fragilità economica, spada e spiritualità, guerra e amministrazione, e si presta ampiamente ad una indagine oltre ai cliché, così come promesso dal tema dell’incontro.
Peccato che l’intervento del relatore sia stato ben povero, privo di una anche breve ma necessaria introduzione agli aspetti storici e culturali, che avrebbe da sola condotto il pubblico oltre il luogo comune creato dal cinema.
Il Prof della Bicocca ha invece voluto parlarci solo della vita affettiva e sessuale, dei palpiti del cuore e di fiori maliziosi.
Più che cultura, intrattenimento estivo.
Peccato.