Spettacoli
CHIAVARI

Mercoledì 18 maggio all'Auditorium Vita o Teatro di Charlotte Salomon

Ale ore 19.30: in cabina di regia, il Liceo Artistico Luzzati, la fondazione Giorgio e Lilli Devoto, la scuola di musica Pucciarelli e il Comune di Chiavari

Mercoledì 18 maggio all'Auditorium Vita o Teatro di Charlotte Salomon
Spettacoli Chiavari - Lavagna, 16 Maggio 2022 ore 08:26

Mercoledì 18 maggio alle ore 19.30 il Liceo Artistico Luzzati, la fondazione Giorgio e Lilli Devoto, la scuola di musica Pucciarelli e il Comune di Chiavari presentano all'Auditorium San Francesco di Chiavari la mise en espace del visionario "Vita? o Teatro?" di Charlotte Salomon.

Una lettura per parole, musica ed immagini di un testo straordinario, che ha anticipato il concetto stesso di multimediale e ha precorso il graphic novel. Lo spettacolo, frutto di un lungo lavoro iniziato al liceo Luzzati nello scorso a.s., è già stato presentato a Palazzo Ducale a Genova a fine gennaio, all'interno delle iniziative legate al giorno della memoria, ed ha riscosso un buon successo, che ci ha incoraggiato e spinto a portarlo, ora, all'intera cittadinanza di Chiavari. Ingresso libero, durata dello spettacolo circa un’ora.

I protagonisti

I ragazzi del Liceo artistico Luzzati

Martina Biccari narratrice

Anna Bregante narratrice

Valentina Maconi Franziska, Paulinka Bimbam, voce

Maia Orlando Frau Knarre, una ragazza

Zoe Parma Charlotte

Alessandro Petralia Herr Knarre, Herr Schmidt, voce

Santiago Romano Franco Albert Kann, un professore

Guia Truffelli la direttrice della scuola, l’insegnante di disegno, voce

interpretano - con la guida di Roberto Tomaello, Greta Barabino e Margherita Fabbri -

il testo di Charlotte Salomon nella traduzione di Massimo De Pascale tratto dall’edizione di Vita? o Teatro? pubblicata dall’editore Castelvecchi nel 2019.

***

Silva Trosti Paulinka Bimbam, soprano

e l’Ensemble della Scuola di Musica Pucciarelli

Valentino Ferrari violino solo

Marta Battilana violino

Sofia de Mattia violino

Giulia Parma violino

Yemisirach Ferrari violoncello, tromba

Maria Carla Gentoso flauti dolci

Babette Dijk flauto

Emma Chiappari flauto

Federica Ivaldi clarinetto

Clarissa Cresci clarinetto

Pietro Baroso sax

Elias Bruno Urbina pianoforte

eseguono, diretti da Nicola Ferrari,

brani di Bach, Beethoven, Bizet, Saint-Saëns, Schubert, Weber,

motivi e canzoni popolari

indicati da Charlotte Salomon

come colonna sonora virtuale della sua opera.

Irene Pannozzo regia video

Saverio Farina regia del suono

La riproduzione delle immagini originali di CS,

appartenenti alla collezione del Jewish Historical Museum di Amsterdam,

è stata generosamente concessa per questa occasione

dal Museo e dalla Charlotte Salomon Foundation.

 Charlotte Salomon

Nell’epoca della follia, quando gli «uomini con gli stivali» calpestarono e sfregiarono con stolida violenza l’idea di umanità, una giovane donna iniziò a riempire, di colori e figure, parole e suoni, fogli su fogli, a centinaia, a migliaia, follemente. Era nata a Berlino, la cosmopolita, complessa e tormentata città sinfonica delle grandi sperimentazioni visive e sonore degli anni di Weimar; quando il suo mondo si trasformò, inspiegabilmente, in un’algida minaccia cimiteriale, fuggì in esilio, dai nonni in Costa Azzurra, alla ricerca dei colori di cielo di mare di sole, della necessaria luce di un’esistenza che le sarebbe stata sottratta, vigliaccamente, appena quattro anni dopo, nel campo di concentramento di Auschwitz.

In questi quattro anni di lavoro frenetico, di speranza in un mondo sempre più disperato, dipinge all’ultimo respiro più di milletrecento piccole gouaches dipinte nei colori primari, con prospettive sghembe, tagli arditi, sfocature, primi piani emozionali, sovrapposizioni e moltiplicazioni di figure, embricature sinuose di disegni e parole; ne sceglie ottocento per comporre una struggente narrazione famigliare, un visionario romanzo di formazione, colorando di speranza, dell’urgenza energetica della creazione, le ombre divoranti dell’impulso di morte: l’opera della sua vita, cioè, nell’unico modo possibile, la sua vita, come opera.
La giovane donna si chiama Charlotte Salomon. Come artista, si firma CS.

Il suo lavoro, nell’invenzione di un toccante, visionario dispositivo che anticipa e ibrida esperienze a venire, dalla graphic novel alle installazioni multimediali, è definito da CS un Singspiel, un’operetta, perché insieme alle parole e alle immagini, ad ogni pagina, suggerisce a chi legge, una precisa e indimenticabile colonna sonora di canzoni, Lieder, temi da Weber, Beethoven, Mozart o Schubert, in contrappunto, di imitazione o contrasto, con le situazioni narrative evocate. Prende il titolo da una domanda, aperta, senza risposta, senza possibilità di sciogliere e scindere la rappresentazione dell’esistenza dall’esistenza stessa: Vita? o Teatro?

Il progetto

Riprendendo un progetto a cura di Giorgio Devoto, don Paolo Farinella, Nicola Ferrari e Federica Ivaldi già andato in scena a Palazzo Ducale a Genova, oggi la Fondazione Giorgio e Lilli Devoto e il Comune di Chiavari propongono la sperimentazione di una mise-en-espace di "Leben? oder Theater?" che ricrea dal vivo il vertiginoso montaggio sognato da CS tra le immagini, i testi e la musica della sua vita. La realizzazione dello spettacolo ha coinvolto da un lato studentesse e studenti del Liceo Luzzati che, sotto la guida di Federica Ivaldi, Roberto Tomaello, Greta Barabino e Margherita Fabbri, prestano la voce ai personaggi dell'opera; dall'altro giovani allieve e allievi della scuola di musica Pucciarelli e la soprano Silva Trosti che, diretti da Nicola Ferrari, mettono in musica la colonna sonora virtuale del testo.

Contestualmente allo spettacolo, sono presentati lavori e bozzetti di scenografia prodotti da alcune classi del Liceo Artistico Luzzati di Chiavari nel corso due anni scolastici, sotto la guida dei docenti di indirizzo Michele Clerico, Tatiana Loi, Simona Lupi e Gian Paolo Testa.

L'esperienza totalizzante dell'incontro con "Vita? o Teatro?", infatti, non si è realizzata solo nell'allestimento dello spettacolo, che è il punto di arrivo, ma in un lungo e articolato percorso di studio, riflessione e sperimentazione grafica che ha coinvolto circa 60 ragazzi, diversi docenti e varie discipline.

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