Un monologo teatrale che consacra il mito di Gianluca Vialli: protagonista, Andrea Carlini
Al Teatro Sociale di Camogli, sabato 5 aprile alle ore 21

Oggi forse solo lo sport, e in particolare il calcio, è ancora in grado di creare dei miti, degli eroi. Uno di questi è certamente Gianluca Vialli, che, pur essendo cremonese di nascita, rimarrà per sempre legato a Genova e alla Liguria per essere stato il protagonista di una stagione d’oro, irripetibile, della Sampdoria.
Andrea Carlini, attore e comico genovese, volto di Zelig e componente dei Bruciabaracche, rende omaggio alla leggenda di Vialli con un suo monologo su testo di Christian Poli, “Il mio Luca – Il mito di Gianluca Vialli raccontato a mio figlio”, in scena al Teatro Sociale di Camogli sabato 5 aprile alle ore 21.00. La regia è di Simone Repetto, le musiche di Aldo De Scalzi, la voce di Armanda De Scalzi, le scenografie di Valentina Albino.
Sabato 5 alle ore 21, al Teatro Sociale di Camogli
Una sala d’aspetto in una maternità, un uomo, Andrea, che sta per diventare padre, una luce bianca che acceca. In questo momento carico di futuro, Andrea decide di raccontare al figlio che arriva le gesta del suo eroe, quel ragazzo diventato uomo che è stato il mito di tanti, nella Genova di un tempo che si allontana sempre più. Così, la storia di Gianluca Vialli da Cremona scorre sul palco, dagli esordi su campi spelacchiati fino al doloroso epilogo a Londra, con tutto il suo carico di emozione, avventura e simpatia. Soprattutto, scorrono gli anni e i gol della magica stagione sampdoriana, quando un manipolo di ragazzi diede un impossibile assalto al cielo. Ma raccontare al figlio la storia del grande Luca è anche un modo per raccontare sé stesso, per spiegare a un futuro ragazzo che anche oggi, in questa modernità che a volte pare scolpita nella plastica, abbiamo un bisogno disperato di eroi. La storia del piccolo Andrea si intreccia così a quella del giovane Luca, in un rimando continuo che porta i due a confrontarsi con le gioie e le asprezze della vita, mentre il mondo intorno a loro cambia e giunge fino a noi. Fino all’oggi, fino a quella sala d’aspetto dove un uomo ora è un padre e consegna al figlio il nome che lo accompagnerà per sempre. In quella scelta, misteriosa e inusuale, c’è tutto il senso del mito come modello da seguire, per poi staccarsene, tenerlo nel cuore e diventare, semplicemente, sé stessi.