Alpinista rapallese morto, a breve il recupero del corpo

Gli uomini del Soccorso Alpino della Stazione di Lucca, che abbiamo raggiunto telefonicamente, ci hanno aggiornato sulle operazioni di recupero del corpo di Moritz Stefan Wallenstatter

Alpinista rapallese morto, a breve il recupero del corpo
Rapallo - Santa Margherita, 21 Gennaio 2018 ore 09:47

A breve il via alle operazioni di recupero della salma di Moritz Stefan Wallenstatter, giovane alpinista rapallese morto ieri sera mentre affrontava una scalata sulle Alpi Apuane.

Operazioni di recupero in mattinata

«Le condizioni atmosferiche dovrebbero permettere il recupero del corpo entro la mattinata»: ce lo conferma telefonicamente il personale del Soccorso Alpino della stazione di Lucca, in merito alla salma di Moritz Stefan Wallenstatter, dopo la caduta che gli è costata la vita ieri sera sulla Pania della Croce. «Al momento c’è ancora nebbia – prosegue il Soccorso Alpino – ma si sta alzando e prevediamo di poter iniziare le operazioni forse già fra una mezz’ora», questo alle 9.30 circa. Ieri sera era stato impossibile procedere al recupero per l’oscurità ormai calata e per il vento teso che rendeva difficili le operazioni dell’elicottero di soccorso.

Moritz Stefan era un alpinista esperto

Moritz Stefan, 28enne di origini tedesche ma da molti anni trasferitosi a Rapallo con la famiglia, dove il padre ha uno studio dentistico, non era un appassionato di montagna qualunque: proprio a Rapallo era vice caposquadra del Soccorso Alpino della stazione Tigullio – Val D’Aveto, a febbraio avrebbe raggiunto il massimo livello di preparazione con la qualifica di tecnico. Un amore per la montagna che passava dunque anche per una sua profonda conoscenza. Quanto accaduto, dunque, sembra potersi ascrivere alla tragica fatalità piuttosto che ad una imprudenza di sorta data dalla poca esperienza: «Non possiamo ancora confermare le dinamiche precise», spiegano gli uomini del Soccorso Alpino di Lucca, «ma a quanto pare è scivolato, forse su una lastra di ghiaccio, nella parte alta del Canale dell’Inferno, che è la via consueta che si prende per la salita». Il giovane «è precipitato per circa 200 metri prima di fermarsi contro una roccia», continuano: per lui non c’è stato scampo. «Purtroppo sono cose che talvolta possono accadere, anche ai più esperti», concludono da Lucca, con la consapevolezza di chi conosce bene la montagna e sa che va sempre rispettata, e che la passione per essa significa anche essere consci dei rischi che essa presenta.

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