il processo

Caso Demattei, i vigili del fuoco in aula: “L’autoscala? Un rischio”

Ieri, venerdì 24 aprile, nuova seduta del processo sulla tragica scomparsa del 14enne

Caso Demattei, i vigili del fuoco in aula: “L’autoscala? Un rischio”

Nel corso del processo per la tragica scomparsa di Andrea Demattei, il quattordicenne deceduto dopo essere rimasto incastrato con la canoa nel fiume Entella il 12 gennaio 2023, due vigili del fuoco in servizio presso la sala operativa del comando provinciale hanno testimoniato che l’utilizzo dell’autoscala per tentare il salvataggio del giovane sarebbe stato “rischioso” e da considerare un’estrema ratio, evidenziando inoltre una grave lacuna comunicativa con la squadra di Chiavari che ha reso impossibile avere un quadro chiaro della situazione.

L’udienza di ieri

Durante l’udienza di ieri, venerdì 24 aprile, la giudice Paola Faggioni ha respinto l’istanza delle difese, rappresentate dagli avvocati Roberta Barbanera, Riccardo Passeggi, Paolo e Andrea Costa, Giorgio Zunino e Claudio Zadra, che mirava a sospendere il procedimento per una presunta incompatibilità funzionale della precedente giudice, mentre il dibattimento si è concentrato sulla manovra di trazione eseguita sul ragazzo: per i difensori essa è stata attuata solo come ultima spiaggia dopo che il giovane aveva perso conoscenza in acqua, mentre secondo l’accusa e le parti offese, tutelate dagli avvocati Fabio Sommovigo, Rachele De Stefanis e Sara Bellomo, il fatto che tale manovra, seppur tardiva, sia riuscita dimostrerebbe che avrebbe dovuto essere tentata molto prima.

Il pubblico ministero Francesco Cardona Albini ha sostenuto che il mancato impiego dell’autoscala rappresenti solo uno dei molteplici errori commessi durante l’intervento che hanno purtroppo condotto alla morte dello studente, e in attesa dei prossimi riscontri dibattimentali il processo è stato rinviato al 7 maggio.