Rapallo

Privatizzazione dell'ospedale di Rapallo, proseguono gli appelli a ripensarci

Al coro di voci contrarie nell'opposizione consiliare, si aggiunge anche la federazione genovese del PCI

Privatizzazione dell'ospedale di Rapallo, proseguono gli appelli a ripensarci
Cronaca Rapallo - Santa Margherita, 15 Novembre 2020 ore 13:52

Continuano le reazioni alla notizia della conferma della futura cessione in gestione - e convenzione - del secondo piano dell'ospedale di Rapallo ai privati, attraverso un bando di gara. La decisione presa in Giunta regionale lo scorso 10 novembre, di per sé, non è una sorpresa: l'intenzione era stata manifestata più volte negli scorsi mesi ed era noto le carte del procedimento fossero in preparazione ma, indubbiamente, presa nel bel mezzo della pandemia da Covid-19, per altro proprio nei giorni in cui quello stesso piano dell'ospedale si sta preparando ad accogliere 70 posti letto per pazienti colpiti dal Coronavirus, essa è a maggior ragione indigesta per le opposizioni politiche.

«Un altro scacco alla sanità pubblica»

Al coro di voci contrarie in consiglio regionale, dal PD al M5S, e quello al di fuori, come nel caso della CGIL, si aggiunge infatti anche la voce della federazione genovese del PCI:  «Con la delibera della giunta regionale del 10 novembre all'unanimità si è votato per l’ennesimo scempio», scrive infatti la segreteria del Partito Comunista. «L’ospedale di Rapallo anziché essere potenziato, specialmente in questo periodo per fronteggiare i danni della pandemia, viene “tagliato” per lasciare ancora una volta la vittoria ai profitti della privatizzazione. Il secondo piano della struttura ospedaliera, oltre i 4000 metri quadrati, che poteva ospitare finora 53 posti letto, sarà dato in gestione ad aziende private. Chiediamo, al Presidente della Giunta Regionale Giovanni Toti, al Vicepresidente Alessandro Piana e agli altri 6 assessori deliberatori delle delucidazioni sull’attuazione di questo folle piano di vendita, specialmente in questo delicatissimo periodo di pandemia in cui i cittadini avrebbero bisogno di un sistema sanitario che sia pubblico, gratuito ed efficiente».