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Ruspe sul lungo Entella, scompare l’area cani

L'intervento al "Bau Bau Green" si inserisce nel più ampio e discusso cantiere per le opere di contenimento del fiume (la cosiddetta Diga Perfigli). Un impatto visivo e ambientale che sta toccando anche simboli della memoria locale

Ruspe sul lungo Entella, scompare l’area cani

È un’amara sorpresa quella di ieri sera, lunedì 7 settembre, per i tanti frequentatori della sponda lavagnese del fiume Entella. Tra lo stupore e la rabbia dei residenti, in serata i mezzi meccanici sono entrati in azione spianando completamente l’area verde dello sgambatoio per cani “Bau Bau Green”, uno spazio di circa 950 metri quadrati attivo dal 2011.

L’opera, realizzata a suo tempo con gli oneri di urbanizzazione e dotata anche di recenti giochi per i quattro zampe, era un punto di riferimento per lavagnesi e non. Oggi, come mostrano chiaramente le immagini scattate sul posto, al suo posto resta solo terra smossa, ceppi sradicati e scavatori in azione.

Nessun render, zero trasparenza: le immagini del cantiere

A fare da cornice alla cancellazione dell’area cani sono le classiche transenne in metallo e le reti arancioni di cantiere. Ciò che indigna maggiormente i cittadini è la totale assenza di trasparenza:

  • Tracciati e ruspe sul terreno spianato: Le immagini mostrano il terreno dell’ex area cani completamente sottosopra, solcato da cingoli, con escavatori al lavoro tra gli alberi

  • Nessun cartello regolamentare: L’unica segnaletica presente all’ingresso dell’area è un semplice cartello giallo con la dicitura generica “Inizio area cantiere”, affiancato da un avviso sulla peste suina africana. Manca completamente il cartello di cantiere di legge con l’indicazione dell’impresa, del responsabile dei lavori, delle date di inizio/fine e del progetto esecutivo. Nessun render mostra ai cittadini quale sarà il destino di quell’area.

«È legale avviare un intervento del genere senza esporre la cartellonistica di cantiere prevista dalla legge? Qual è il progetto definitivo?», si domandano basiti i residenti.

Non solo l’area cani: a rischio alberi e memoria storica

L’intervento al “Bau Bau Green” si inserisce nel più ampio e discusso cantiere per le opere di contenimento del fiume (la cosiddetta Diga Perfigli). Un impatto visivo e ambientale che sta toccando anche simboli della memoria locale.

Le foto documentano infatti come le recinzioni arancioni abbiano ormai inglobato e “imprigionato” anche la targa di Via Eraldo Fico “Virgola” e il vicino cippo commemorativo dedicato al Comandante della Divisione Garibaldina Coduri.

Sulla vicenda è intervenuta in questi giorni l’ANPI, denunciando uno scenario desolante con una «gabbia di recinzione che cinge monumenti viventi, come le piante ad alto fusto, e monumenti storici». L’associazione ha espresso profonda preoccupazione per l’assenza di un preventivo confronto con chi vive il territorio e ha chiesto rassicurazioni ufficiali per tutelare il cippo e il pregevole bassorilievo del Maestro Francesco Dallorso, ora confinato dietro le sbarre della recinzione.

A farle eco anche il Movimento 5 Stelle (Gruppo Territoriale Tigullio e Valli), che ha attaccato la giunta locale:

“L’amministrazione comunale mostra sensibilità per un patrimonio arboreo inestimabile e un cippo, ma sembra non essersi accorta dell’enorme muro di cemento già sorto lungo la sponda dell’Entella”.

Il Comune di Lavagna di recente ha espresso il suo dissenso, denunciando “un’opera che deturpa il territorio” ma al momento la situazione è questa.

Il monumento di Virgola recintato
Il monumento di Virgola recintato