Cronaca
Coronavirus

Nord Italia blindato: e prima del decreto, scatta l'esodo verso sud

Cronache di italica stupidità

Nord Italia blindato: e prima del decreto, scatta l'esodo verso sud
Cronaca Chiavari - Lavagna, 08 Marzo 2020 ore 09:08

Le principali stazioni ferroviarie della Lombardia prese d'assalto da centinaia di persone "in fuga", preallertate dall'allucinante pubblicazione della bozza di decreto - che verrà poi firmato a notte fonda da Conte - che preannunciava la chiusura di Lombardia e 11 province (poi diventate 14 nel documento definitivo) tra Piemonte, Veneto, ed Emilia Romagna. Ma anche in migliaia in auto, sulle autostrade, diretti a sud, non pochi dei quali si sono riversati in Liguria, a giudicare dalla code ai caselli della riviera già nella prima serata di ieri.

Nord Italia blindato: e prima del decreto, scatta l'esodo verso sud

Beninteso, in buona parte si è trattato di residenti al centro-sud che hanno cercato di tornare a casa dalle proprie famiglie prima che l'annunciata chiusura entrasse in vigore (cosa non meno grave dal punto di vista epidemiologico), ma comunque un'ennesima tragicommedia tutta italiana. E mentre le tensioni in Liguria fra residenti e "foresti" già da giorni scesi in gran numero a riempire le tante seconde case del territorio erano già alte, il caos di ieri sera rischia di far sì che il decreto finisca con l'aver causato più danni che benefici al contenimento dell'epidemia.

Al contrario di tante testate nazionali abbiamo atteso solo stamane, a firma ed ufficialità del DPCM accertate, prima di scrivere alcunché: uno sforzo vano per una piccola testata di provincia quando a non rispettare nemmeno più la mera deontologia ma la pura responsabilità civile (ed oseremmo ipotizzare persino penale) è proprio la grande stampa nazionale, ma non ci si può non chiedere dove siano anche le responsabilità politiche, nazionali e regionali, di coloro che hanno fatto filtrare la bozza di decreto dai tavoli delle istituzioni alle scrivanie delle redazioni giornalistiche. Chi pagherà i danni provocati dall'immediato procurato allarme? Quelli sotto il piano epidemiologico? E quelli, anch'essi inevitabili, che deriveranno dall'ulteriore inasprirsi di quelle tensioni civili che ci stanno mettendo l'uno contro l'altro, regione contro regione, vicino contro vicino? Mentre i virologi litigano ormai da settimane sul reale tasso di letalità e criticità del virus, infatti, sembra che ci stiamo mettendo tutto l'impegno e la più proverbiale delle italiote idiozie per dare una mano al contagio.

Frattanto, la "chiusura" del Nord Italia non è totale: il divieto di circolazione non è più assoluto come in quelle che erano definite precedentemente "zone rosse", bensì i movimenti sono limitati alle esigenze lavorative ed emergenziali, ossia necessitano di legittima motivazione di fronte alle Forze dell'Ordine chiamate a vigilare: saremo capaci di rispettare tale disposizione, di darci un autocontrollo, almeno in questa occasione, o anche questa volta avrà la meglio la solita disorganizzazione e furberia sistemica dell'Italia e degli italiani?