Politica
polemica a chiavari

Indennità dei politici, Torchio attacca Bettoli e Orecchia: "Demagoghi"

"Se auspichiamo che un Sindaco o un Assessore si occupi a tempo pieno della città, dobbiamo dargli uno stipendio adeguato" commenta il presidente di Partecip@ttiva

Indennità dei politici, Torchio attacca Bettoli e Orecchia: "Demagoghi"
Politica Chiavari - Lavagna, 02 Settembre 2022 ore 12:53

"In politica capita spesso di imbattersi in soggetti che, magari animati dal rancore di una sconfitta, si coalizzano per attaccare un avversario approfittando di strumenti di bassa leva come la demagogia, il qualunquismo, la calunnia. Aizzare il popolo, sfruttando il rancore della massa nei confronti dei governanti è stato un metodo che, con il “Vaffa” urlato nelle piazze, ha portato al governo una classe dirigente di incapaci, di persone che pensavano di poter trasformare la mediocrità in abilità e competenza grazie al consenso popolare": inizia così la dura nota di replica del presidente di Partecip@ttiva Andrea Torchio alle accuse mosse dai consiglieri d'opposizione Nicola Orecchia e Mirko Bettoli (tra i firmatari in realtà anche il consigliere Antonio Bertani, Pd, ndr) di aver alzato gli stipendi di sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale del 30% anziché destinare quelle somme ad interventi rivolti alle fasce meno abbienti.

Scarsa lungimiranza

"Nonostante questo metodo abbia miseramente fallito - prosegue Torchio nella sua riflessione - in questi giorni a Chiavari gli esponenti della minoranza si sono coalizzati in una sorta di revanscismo, per attaccare la delibera di giunta con la quale si è deciso di applicare una legge dello Stato per adeguare gli emolumenti spettanti agli amministratori. Da persona che si interessa di politica ho sinceramente provato stupore nel leggere che professionisti rispettabili, come l’avv. Bettoli o l’avv. Orecchia abbiano utilizzato queste tecniche per recuperare un po' di consenso.
Atteggiamenti di questo tipo li conosciamo, non portano da nessuna parte. Soffiare sul fuoco, sfruttare situazioni di difficoltà che purtroppo esistono, tirare in ballo la povertà, l’inflazione per sobillare le persone contro chi le amministra è un gioco pericoloso, quanto di scarsa lungimiranza. Si ottengono un sacco di like sui social, si dà la possibilità a chi fa politica solamente sui “mugugni” di scrivere post carichi di rancore, ma di fondo, così facendo, ci si appiattisce verso il basso"

Giusti compensi

"Fare demagogia fa il gioco dell’antipolitica - lamenta Torchio - di quelli che dicono “io non voto, perché tanto sono tutti uguali!”, mentre in democrazia il ruolo della minoranza dovrebbe essere un altro: contrastare la maggioranza proponendo soluzioni alternative. In questo caso quale sarebbe la vostra proposta? Quale sarebbe il compenso giusto da riconoscere al Sindaco e agli Assessori? Chi oggi si impegna in politica, specialmente a livello locale, lo fa per senso civico, non certamente per arricchirsi! I compensi che vengono riconosciuti ad un Sindaco di una cittadina come Chiavari si aggirano attorno ai duemila euro. Chi, onestamente, può affermare che sia una cifra adeguata all’impegno e alle responsabilità che si affrontano? Vogliamo affermare che chi fa politica dovrebbe farlo gratuitamente? Se auspichiamo che un Sindaco o un Assessore si occupi a tempo pieno della città, dobbiamo dargli uno stipendio adeguato per consentirgli di mettersi in aspettativa dal proprio lavoro, se dipendente, o ridurre l’attività, se libero professionista, e nel contempo mantenere la propria famiglia. Se proclamiamo demagogicamente che deve farlo gratis o con minimi compensi, nei fatti affermiamo che può occuparsi del bene comune solo chi ha un patrimonio consistente e se lo può permettere".

"Noi di Partecip@TTIVA - conclude - riteniamo che qualunque cittadino deve essere messo nelle condizioni economiche adeguate per poter diventare il Sindaco della propria città.
Cari Bettoli e Orecchia, siccome ho stima di voi, sono certo che si sia trattato di uno scivolone, che da domani tornerete a fare Politica, lasciando fare qualunquismo a chi non ha i numeri per parlare di cose serie".

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